(ANSA) - ROMA, 21 MAG - La biodiversità sostiene la vita, difenderla significa proteggere il futuro di agricoltura e cibo.
    Esiste infatti un legame indissolubile tra la sua perdita e il cambiamento climatico. A lanciare l'allarme è FederBio, in occasione della Giornata mondiale della Biodiversità del 22 maggio. Tema dell'anno l'azione locale per un impatto globale, richiamando il valore delle scelte quotidiane per tutelare il pianeta. In questo scenario, l'agricoltura biologica, sottolinea Ferdebio, si conferma uno strumento fondamentale, eliminando la chimica di sintesi rigenera equilibri ecologici e agricoli.
    Pratiche come le rotazioni colturali e l'apporto organico tutelano il territorio, sottolinea la Federazione e a questo si unisce il valore cruciale delle piccole e medie aziende e dei biodistretti. Le filiere corte valorizzano le comunità rurali e aumentano la resilienza locale.
    L'urgenza di invertire la rotta è evidente dai dati di una ricerca svolta nell'ambito della Rete Nazionale della Pac: in 26 anni l'Italia ha perso il 33% dell'avifauna legata all'agricoltura, che tocca il 50%; nelle aree di pianura a causa dell'agricoltura intensiva. Da qui l'urgenza di accelerare verso modelli agroecologici. Del resto i benefici del bio sono supportati anche da una recente ricerca pubblicata su Global Ecology and Conservation, secondo cui il modello bio favorisce la riproduzione delle api solitarie, con benefici che si estendono anche al paesaggio circostante fino a 500 metri. "La transizione agroecologica è una risposta concreta per costruire un rapporto più sano ed equilibrato tra sostenibilità ambientale, economica e sociale - afferma Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio - un modello che tutela suoli, ambiente e reddito agricolo, rafforzando il legame tra produttori, cittadini e comunità locali". . (ANSA).