(ANSA) - CAGLIARI, 05 NOV - Assicurare la certezza del conferimento del prodotto, garantire i controlli di qualità e definire preventivamente le condizioni economiche, compreso un prezzo minimo garantito superiore di 5 euro al quintale rispetto al prodotto di pari qualità non biologico. Sono queste le principali condizioni dell'accordo di filiera del grano duro biologico, promosso dal BioDistretto Sud Sardegna e Arcipelago del Sulcis e sottoscritto questa mattina a Cagliari alla presenza dell'assessore regionale dell'Agricoltura, Francesco Agus.
    L'obiettivo è rafforzare la filiera attraverso una maggiore valorizzazione del grano duro biologico, creando condizioni più favorevoli per affrontare le criticità del mercato cerealicolo e cogliere le opportunità offerte dalla crescente domanda di prodotti biologici. L'accordo punta a consolidare il collegamento tra i diversi soggetti della filiera favorendo la trasformazione della materia prima e la commercializzazione dei prodotti finiti.
    La sottoscrizione dell'intesa si inserisce in un quadro caratterizzato dalla forte contrazione della cerealicoltura. In Sardegna, le superfici coltivate a grano duro, compreso quello convenzionale, sono passate dai 78.240 ettari del 2008 ai 18.066 del 2020, con una riduzione di circa il 77%. Hanno già aderito all'intesa dodici aziende, tra produttori agricoli, molino, pastifici e panifici, che possono già contare su un quantitativo di prodotto ammassato pari a 2.000 quintali.
    Tra gli aspetti centrali dell'accordo figurano la certezza del conferimento, garantita dall'impegno del Molino Secci a raccogliere e trasformare il prodotto, e la definizione di un prezzo minimo garantito, con premialità legate alle caratteristiche qualitative. Il prezzo sarà determinato sulla base delle quotazioni della Borsa Merci di Bologna al momento del conferimento. Per le partite che rispettano i parametri stabiliti è previsto un valore indicativamente superiore di 5 euro al quintale rispetto al prodotto convenzionale di pari caratteristiche, mentre per quelle che non raggiungono le soglie qualitative è applicata una riduzione di 4 euro rispetto al minimo garantito. Le attività della filiera saranno supportate dall'Agenzia Agris Sardegna per gli aspetti varietali, tecnici e agronomici.
    In Sardegna il settore biologico conta 2.799 operatori e una superficie agricola certificata di 184.115 ettari, pari al 15% della SAU regionale. Rispetto al 2015, gli operatori sono aumentati dell'11,9% e le superfici del 26%.
    "Le filiere sono il presente e, soprattutto, il futuro del nostro settore agricolo - ha dichiarato Francesco Agus, assessore regionale dell'Agricolatura -. L'unico modo per garantire una giusta remunerazione del lavoro agricolo è costruire filiere capaci di fare in modo che il valore aggiunto dei prodotti ricada, passaggio dopo passaggio, anche sul produttore primario". (ANSA).