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Natale in casa in famiglia, per lo più, o con amici, ma c'è chi sceglie l'opzione più comoda del ristorante o, trend in crescita, il fuori porta tra l'atmosfera rustica dell'agriturismo.
Per Confartigianato Sardegna, che promuove la campagna "Acquistiamo locale", i sardi spenderanno mezzo miliardo per prodotti alimentari e bevande. "Stesso budget dell'anno scorso ma carrello un po' più vuoto, circa il 10% in meno, per via dei rincari dovuti all'inflazione".
Tra mare e terra profumi e sapori delle specialità di ogni territorio caratterizzano il menu della vigilia, dove si segue la tradizione fra antipasti di mare, fregula con arselle in brodo, burrida, orate e spigole al forno, anguille o gamberoni e del più abbondante pranzo del 25 con protagonisti agnello e maialetto. Dal nord al sud è un trionfo di pane tipico e paste fresche fatte a mano, dai più classici ravioli, malloreddus, culurgiones, ai barbaricini macarrones de busa che Tonina Biscu de Sa Horte de su Poeta di Oliena prepara con il ragù di agnello; poi lorighittas di Morgongiori o andarinos di Usini, nel Sassarese, conditi con ragù di maiale e fonduta di fiore sardo, nella ricetta della chef Marina Ravarotto del Chiaroscuro di Cagliari.
"Anche nel Campidano il Natale è un ritorno rituale alle radici. Non c' è casa asseminese che non porti sa panada al centro tavola. I primi piatti sono fatti in casa - racconta l'antropologa Veronica Matta - resiste, tra le altre portate, il brodo con sa pudda prena, accompagnato da fregula di grano duro lavorata a mano. Tra gli antipasti spiccano le tapadas - lumachine - saltate in padella con pangrattato e prezzemolo".
Se lumache, cordula o coratella sono tra i piatti del Natale sassarese, da un territorio all' altro il percorso parte con salsiccia, prosciutto, pancetta, lardo, olive. Il finale è un'esplosione di pasticceria sarda tra seadas al miele, tiliccas saba e mandorle, pardule, amaretti. Il tutto suggellato da un bicchierino di Mirto o abbardente. E, poi centrotavola, segnaposti, decori, note di colore che fanno tanto atmosfera natalizia.
Per la cena del 24 Maria Carta di Is Femminas propone fregula con muggine affumicato, cozze e crema di bietole selvatiche e una tartare di agnello con cipollotti, carasau e timo come antipasto. Paola Loi, chef di Laconi che da 11 anni lavora a Londra, ha pensato a un incontro tra Sardegna e Inghilterra con il Roll di pancia di agnello in crosta di patate viola, con ripieno al pomodoro secco, aglio, prezzemolo e senape integrale, come salsa jus di agnello con riduzione al mirto".
Federica Sacco del team di pasticceria Ditrizio di Cagliari propone per il 24 cilindro di mele spadellate con cannella, avvolte da un morbido biscuit profumato al limone, rifinito da una bavarese al mascarpone e vaniglia.
suggerimenti della sommelier Sofia Carta: agnello coi carciofi. "Dalla nostra unica Docg isolana scelgo di abbinare l'interpretazione gallurese del Vermentino fermentato in allier, elevato per parte in barrique su velo flor naturale. Il suo lungo affinamento descriverà una beva infinita e sapida, minerale e persuasiva ma soprattutto stupendamente dinamica, a giocare tra fiori bianchi e frutta secca, note di elicriso e toni salmastri, frutta candita e tabacco da pipa. Temperatura di servizio a 12 gradi su calice ampio".
Ravioli di ricotta al ragù. "Un piatto abbinato alle interpretazioni più dinamiche del Mandrolisai Doc e i suoi caratteristici e storici vigneti ad alberello basso di mezza montagna da disfacimento granitico e scisti- racconta la sommelier -. Le escursioni termiche e il vento intrecciano la spina dorsale del Muristellu, la forza del Cannonau e la setosità della Monica in un giro di calice che profuma di frutti di bosco e prugne, fiori di viola e rosa appassita con una speciale spaziatura e suadente nota tannica. Temperatura di servizio a 15 gradi su calice ampio".


