(ANSA) - LONGOBUCCO, 07 NOV - Un vigneto a quasi 1.300 metri sul livello del mare esposto a sud-est, caratterizzato da suoli granitici, che ospita esclusivamente varietà internazionali. Una scelta sperimentale che punta a studiare il comportamento delle uve in un ambiente con temperature fresche, importanti escursioni termiche e stagioni vegetative più brevi, con l'obiettivo di ottenere vini dalla spiccata freschezza, eleganza e intensità aromatica. E' il progetto vitivinicolo intrapreso dalla famiglia Madeo, affiancata dal consulente enologo Vincenzo Mercurio, a Cava di Melis, nel Comune di Longobucco (Cosenza), nel cuore del Parco nazionale della Sila. Il vigneto, affacciato sul lago Cecita, si inserisce nel panorama delle esperienze europee di viticoltura di montagna.
    "Il clima cambia e cambiano le sfide della viticoltura", osserva Mercurio, sottolineando come questa sperimentazione porti la vite a confrontarsi con condizioni ambientali particolarmente impegnative. "Qui abbiamo - spiega - la capacità di raccogliere tutta l'energia della luce del sole e dei venti che arrivano dallo Ionio e dal Tirreno e accarezzano queste viti, che affondano le radici in un suolo granitico. Un terreno che potrà donare grande sapidità e verticalità ai vini. Ce li immaginiamo freschi, sapidi, verticali e di grande intensità aromatica", aggiunge. "Questo è un territorio - afferma Stefania Fiore, della famiglia Madeo - al quale la nostra famiglia è molto affezionata, non soltanto perché è originaria proprio di Longobucco, ma perché questo luogo rappresenta il cuore della nostra tenuta".
    Una sfida comunque impegnativa. Gelate, imprevedibilità meteorologica e tempi di maturazione richiedono una gestione attenta e costante. Più in generale il settore vitivinicolo attraversa una fase di confronto con gli effetti del cambiamento climatico e progetti come questo puntano, attraverso la sperimentazione, sulle potenzialità di territori ancora poco esplorati dal punto di vista enologico. (ANSA).