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(ANSA) - ROMA, 17 MAR - Oltre 35 milioni di italiani hanno utilizzato integratori lo scorso anno, 1 su 3 che li assume regolarmente ogni mese, con il 78% che ritiene abbiano migliorato il proprio stato di benessere. Un mercato italiano da oltre 5 miliardi di euro di fatturato per 318 milioni di confezioni vendute l'anno, dove i più utilizzati sono quelli per le difese immunitarie (37%) e l'energia fisica (39%).
È quanto emerge dall'indagine 'Italiani e Integratori alimentari' realizzata da AstraRicerche per Integratori & Salute, associazione più rappresentativa del comparto parte di Unione Italiana Food.
Secondo l'indagine, la farmacia è il principale canale di acquisto (61%), seguita dall'online che supera la Gdo con il 21,5%. Il consiglio su quali integratori assumere arriva per il 65% da medici e farmacisti, mentre il 34% è 'fai da te'. I canali digitali stanno acquistando un ruolo importante per approfondire la conoscenza, in particolare per Gen Z e Millennials; tra questi, spiccano la ricerca attiva su Google (22%) e i siti web dei produttori (12,5%), seguono social network (8%) e influencer (5%). Solo il 15% di italiani non ne ha mai fatto uso.
Nonostante la diffusione sono ancora tanti i luoghi comuni, come il fatto che oltre il 51% creda erroneamente che per alcuni prodotti serva la ricetta medica, mentre resistono pregiudizi che vanno dalla diffidenza contro questi prodotti all'aspettativa di effetti miracolosi. Secondo Germano Scarpa presidente di Integratori & Salute, non si tratta di un acquisto impulsivo, ma di una scelta consapevole orientata alla 'longevità attiva', spesso inserita in uno stile di vita sano e supportata dal parere di esperti. Tuttavia il quadro della consapevolezza presenta ancora alcune ombre. Sebbene gli italiani associno correttamente gli integratori al sostegno della salute (42%) e del sistema immunitario (33%), persiste una forte confusione normativa e culturale. L'obiettivo futuro dell'associazione è continuare a investire in ricerca scientifica e innovazione per garantire formulazioni sempre più efficaci e promuovere una corretta cultura di prodotto per abbattere i luoghi comuni. (ANSA).


