(ANSA) - ROMA, 25 SET - L'olivicoltura italiana chiude la campagna 2025-2026 con una produzione in crescita e consolida la propria leadership sui mercati internazionali. Nonostante la flessione dei prezzi registrata nel 2026, l'extravergine di oliva Made in Italy continua infatti a mantenere sui mercati un posizionamento superiore rispetto ai principali Paesi concorrenti, come Spagna, Grecia e Tunisia. È il quadro emerso a Torino, nell'ambito di Terra Madre Salone del Gusto, durante l'incontro Ismea "Olio italiano, verso la nuova campagna: mercati, prezzi e prospettive".
    L'analisi fotografa un comparto strategico che conta oltre un milione di ettari coltivati (di cui 289 mila in regime biologico), 620 mila aziende agricole, più di 4.200 frantoi attivi e ben 51 Indicazioni Geografiche (42 DOP e 9 IGP).
    Nell'ultima annata la produzione nazionale ha raggiunto le 325 mila tonnellate, mettendo a segno un balzo del +31% rispetto all'anno precedente. Un incremento significativo giunto in un contesto globale tornato verso la normalità dopo le forti tensioni delle campagne passate.
    Sul fronte dei prezzi, nonostante la flessione registrata nel 2026, l'Italia continua a reggere meglio dei principali competitor: le quotazioni dell'extravergine nazionale restano superiori a quelle di Spagna, Grecia e Tunisia e si mantengono sopra i livelli precedenti all'impennata del 2022.
    Anche sul commercio estero il quadro presenta elementi positivi. Nei primi sei mesi del 2026 sono diminuite le importazioni, anche grazie alle maggiori disponibilità interne.
    Sul versante delle esportazioni, a fronte di una flessione verso Stati Uniti e Germania, sono cresciute le vendite nel Regno Unito e si sono registrate performance positive in Polonia, Paesi Bassi e Belgio.
    Per sostenere le imprese della filiera sono già operativi e in arrivo diversi strumenti finanziari dedicati. Tra questi spicca la "Cambiale Frantoi Oleari", misura promossa dal Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste e gestita da Ismea, che spiega, si tratta di "una dotazione di 40 milioni di euro, destinata a fornire liquidità ai frantoi e alle piccole e medie imprese del settore per sostenere i costi di gestione e affrontare la fase produttiva".
    L'intervento si inserisce in un quadro di interventi strutturali ancora più ampio. "Il disegno di legge ColtivaItalia, approvato in prima lettura dalla Camera il 6 agosto e attualmente all'esame del Senato, prevede 300 milioni di euro interamente dedicati al settore olivicolo", aggiunge l'istituto. Risorse che vanno a sommarsi a quelle già erogate nel recente passato: "Nel triennio 2023-2025, il settore olivicolo-oleario ha beneficiato di quasi 1,9 miliardi di euro considerando che i programmi Pnrr e Pnc hanno contribuito complessivamente con circa 500 milioni di euro all'ammodernamento del comparto, finanziando oltre duemila imprese attraverso interventi su frantoi, contratti di filiera, meccanizzazione e parco agrisolare".
    Oltre agli investimenti strutturali, il sostegno al comparto punta sulla promozione attiva. A Terra Madre, Ismea ha affiancato alle campagne sulle reti nazionali una serie di iniziative destinate ai consumatori di domani: l'attuazione di sette masterclass/evo tasting con la collaborazione Slow Food Italia, rivolte a scuole e famiglie per diffondere la conoscenza e la cultura dell'Evo italiano. (ANSA).