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"Siamo arrivati all'approvazione definitiva di un provvedimento che presentai nel 2025. Il Parlamento ha avuto, su richiesta di maggioranza e opposizione, la possibilità di approfondirlo in maniera molto attenta e oggi è stato votato senza peraltro avere nessun voto contrario. E' un risultato molto rilevante perché segna, anche in un clima di pre-campagna elettorale che vede lo scontro su tutto, avere invece un Parlamento che riesce ad approvare, senza voti contrari, un provvedimento strategico, strutturale, il più grande piano per l'agricoltura che si registra nella storia repubblicana". L'ha detto il ministro dell'Agricoltura, Francesco Lollobrigida parlando con i cronisti al Senato dopo l'ok finale al cosiddetto disegno di legge ColtivaItalia.
Ha quindi ricordato che il provvedimento prevede "oltre 1 miliardo e 150 milioni di interventi sui settori produttivi strategici per la nazione con la capacità di guardare un'Italia che si rafforza, che rafforza il mondo agricolo e anche gli interventi sulle future generazioni potendogli garantire un settore resiliente che garantisce sicurezza alimentare e tutela del territorio. Ma anche un investimento fortissimo sulle nuove generazioni con oltre 150 milioni che servono al ricambio generazionale, non a chiacchiere nei fatti, mettendo a disposizione risorse economiche, terra e strumenti anche che vengono dalla ricerca" evidenziando che sono previsti "59 ricercatori per i Crea, investimenti per sostenere quello che deve essere il vantaggio competitivo di una nazione non particolarmente grande come l'Italia, come territorio, ma eccezionalmente grande nella capacità di stare sempre un passo avanti agli altri" e ha concluso: "L'Italia dal 2024, superando colossi come Germania, Francia e Spagna, è la prima agricoltura europea per valore aggiunto con oltre 46,6 miliardi di euro. E' cresciuta in una fase congiunturale drammatica come quella che stiamo vivendo nell'export arrivando a 72,6 miliardi di euro nell'agroalimentare".
Tra le altre cose Lollobrigida ha spiegato: "Il costo del carburante non dipende dalle azioni del governo, non dipende nemmeno dalle vicende legate all'Unione europea, se non per il fatto che l'Unione Europea purtroppo nel contesto mondiale da troppo tempo è un comprimario rispetto alle dinamiche mondiali nelle quali altri, invece, decidono quello che avviene e noi abbiamo, però, gli effetti di quello che gli altri compiono. Vale per le azioni di aggressione della Russia contro l'Ucraina, vale per gli atti di terrorismo islamisti in Medio Oriente, vale per le reazioni a volte spropositate che ci sono state, vale ovviamente anche per le vicende legate alla chiusura degli stretti che mostrano la debolezza delle catene di approvvigionamento".
"L'Europa nel tempo ha fatto molti errori - ha proseguito - tra cui quello di non prevedere scenari di questa natura considerandoli superati dalla storia. Ci siamo trovati immersi invece in un clima che ci ha ricordato le problematiche: quello dei fertilizzanti o del carburante è un problema di carattere strutturale, l'Europa non doveva rinunciare alle produzioni di fertilizzanti rimanendo ostaggio delle forniture che poi, basta la chiusura di uno degli otto colli di bottiglia mondiali, per avere una criticità che porta all'aumento dei prezzi o all'assenza di prodotto che mette in difficoltà la possibilità di produrre. Vale per i fertilizzanti e vale per molto altro".
"Oggi i dati Istat segnano l'Italia come la nazione in cui il reddito degli agricoltori cresce più di ogni altro reddito in Italia, non è mai sufficiente ma in Europa il reddito degli agricoltori, in assoluto, vede l'Italia prima, seconda solo in percentuale al Portogallo lo scorso anno", oltre alla "mole di finanziamenti investiti in agricoltura in questo governo che non ha precedenti nella storia repubblicana, basta guardare i dati per verificare le mie affermazioni".


