(ANSA) - OLBIA, 23 APR - È stato tra i vini protagonisti del workshop firmato Wine Spectator: il Maìa di Siddùra, Vermentino di Gallura DOCG Superiore ha preso parte ad uno dei momenti più rilevanti per la Sardegna al Vinitaly 2026, contribuendo alla lettura contemporanea del Vermentino come espressione identitaria e competitiva a livello internazionale.
    La partecipazione della cantina gallurese si è inserita all'interno di una selezione ristretta di produttori invitati a rappresentare l'eccellenza dell'isola in un confronto diretto con una delle voci più influenti della critica enologica internazionale. "Siamo onorati di essere stati scelti con il Maìa, il nostro primo nato che incarna l'essenza stessa di Siddùra - ha spiegato Dino Dini, enologo della cantina gallurese -. Il vero segreto di questo Vermentino è l'affinamento: fermenta e affina negli stessi recipienti, grandi botti di rovere da tremila a quattromila litri. Abbiamo scelto un rovere stagionato all'aria per ben 48 mesi, selezionato specificamente per esaltare la freschezza e la pienezza del vino, senza che il legno ne sovrasti mai il frutto primario".
    La centralità del Maìa si è rafforzata ulteriormente nella masterclass Decanter "Radicate in Italia: i vitigni autoctoni al vertice della classifica DWWA". Il vino è stato infatti incluso tra le etichette premiate con il riconoscimento Platinum con 97 punti ai Decanter World Wine Awards 2025, all'interno di una selezione che rappresenta l'eccellenza dei vitigni autoctoni italiani.
    Accanto al riconoscimento ottenuto nei contesti di degustazione internazionale, Siddùra ha ricevuto durante il Vinitaly 2026 anche un importante attestato legato al lavoro in vigneto, firmato da Giovanni Bigot. "La qualità si costruisce prima di tutto in vigna - ha sottolineato Luca Vitaletti, agronomo di Siddùra-. Questo risultato è il frutto di un lavoro quotidiano fatto di osservazione, scelte puntuali e gestione differenziata. Ogni vigneto richiede un approccio specifico, lungo tutta la stagione, e solo attraverso questa attenzione, supportata anche dai dati, è possibile ottenere uve capaci di esprimere valore nel vino". (ANSA).