PHOTO
(ANSA) - ROMA, 12 GIU - "Presenteremo a Bruxelles la 'norma Amendolara', un emendamento del gruppo S&D che si richiama alla strage dei braccianti bruciati vivi in Calabria. L'obiettivo è togliere la qualifica di agricoltore attivo, e quindi di percettore di qualunque finanziamento europeo, a qualsivoglia impresa agricola che si macchi di un reato grave come il caporalato. Lo sappiamo bene in Italia, dove questa piaga non è un ricordo del passato ma una realtà del presente. Di fronte a questo non servono parole di circostanza, serve fermezza: chi sfrutta gli esseri umani non può ricevere un solo euro di denaro pubblico europeo". Così Dario Nardella (Pd) intervenendo al convegno 'Verso la Pac 2028-2034 — Prospettive e priorità per l'agricoltura italiana ed europea', organizzato a Roma dall'europarlamentare.
Il termine per la presentazione degli emendamenti alla Pac è il 7 luglio.
"La condizionalità sociale è esattamente questo: lega i pagamenti della Pac al rispetto di standard minimi su salari, condizioni di lavoro, sicurezza, salute. È un principio di civiltà. Per questo guardo con grande attenzione a quello che sta accadendo nei lavori portati avanti dal Consiglio. Nei testi della Presidenza ci sono segnali non rincuoranti: la dimensione sociale della condizionalità - ha detto Nardella nel suo discorso introduttivo -rischia di essere indebolita, derubricata, rinviata alla discrezionalità dei singoli Stati membri. Sarebbe un passo indietro che noi non possiamo accettare. Una Politica agricola comune moderna non può essere una Pac che, mentre chiede agli agricoltori di rispettare l'ambiente, chiude gli occhi sui diritti delle persone".
Pac strumento irrinunciabile, no al fondo unico - "Serve una Pac del cambiamento, non della conservazione: no al fondo unico dentro cui far confluire la Pac e il fondo di coesione, è una scelta sbagliata. C'è la nostra netta contrarietà ai tagli al bilancio europeo 2028-2034 sulla Pac così come al fondo unico che rinazionalizza la politica agricola e quella di coesione. La parola semplificazione qui è usata per coprire un'operazione di smantellamento . Così si dissolve la Pac , la più antica politica agricola sin dagli anni 60 , significa perdere tutto ciò che abbiamo di rilevante per un settore che ci rende competitivi nel mondo . Un fondo unico che lascia ai singoli Stati la scelta di come ripartire le risorse è sbagliato . È un arretramento democratico mascherato da efficienza . La Pac autonoma è per noi una linea rossa", ha aggiunto Nardella sottolineando la necessità di rinnovamento delle aziende agricole. "Il 12% delle aziende agricole europee è gestito da agricoltori sotto i 40 anni, e più della metà ha superato i 55 anni. Se non invertiamo questa tendenza, perderemo aziende, capacità produttiva e sovranità alimentare. Ecco perché nella nuova Pac presentiamo un pacchetto di misure per i giovani ed in particolare per le imprese guidate dalle donne La situazione è ancora molto seria e grave. Le imprese invecchiano e l'abbandono delle terre aumenta. Le imprese guidate da giovani donne sono pochissime appena il 3% eppure le donne sono spesso le più innovative, le più orientate alla qualità, alla diversificazione, alla multifunzionalità. C'è un segnale di speranza: nel 2023 il 38% per cento dei nuovi ingressi in agricoltura è stato di donne. Dobbiamo trasformare quel segnale in una tendenza strutturale", ha detto ancora Nardella.


