(ANSA) - TRAMATZA, 30 SET - L'assessore dell'Agricoltura Francesco Agus, l'assessora della Sanità e governatrice Alessandra Todde, i rappresentanti dei consorzi di tutela delle dop dei formaggi sardi (Pecorino romano, Pecorino sardo e Fiore sardo), oltre alle aziende di trasformazione aderenti agli stessi consorzi, sono stati invitati alla nuova assemblea dei pastori sardi che si terrà all'hotel Anfora, sulla statale 131 a Tramatza venerdì 2 ottobre (alle 10.30), a circa due settimane dall'ultimo incontro che ha fatto ripartire la mobilitazione sul prezzo del latte da parte degli allevatori di ovini e caprini.
    Due le sessioni previste: un confronto sul mercato dei formaggi e sulle prospettive del prezzo del latte ovino e caprino per la campagna 2026/2027 e un approfondimento sulle problematiche connesse alla dermatite bovina e sulle possibili strategie di intervento. I pastori, si legge nella lettera di invito, "ritengono necessario promuovere un confronto diretto e trasparente con i consorzi di tutela delle produzioni dop e con le aziende di trasformazione del comparto.
    Il settore si trova infatti ad affrontare una fase nella quale l'andamento del mercato dei formaggi, le quantità prodotte, i livelli delle giacenze, l'andamento della domanda nazionale ed estera e i costi complessivi della filiera rappresentano elementi determinanti per definire le condizioni economiche alle quali il latte dovrà essere conferito e remunerato nel corso della campagna 2026/2027.
    In tale contesto - è scritto ancora - riteniamo indispensabile che la discussione sul prezzo del latte non avvenga esclusivamente in prossimità delle scadenze contrattuali o sulla base di valutazioni unilaterali, ma sia preceduta da un'analisi condivisa e documentata dell'andamento del mercato e delle prospettive della filiera".
    Nell'incontro del 15 settembre i portavoce dei pastori Gianuario Falchi, Fabio Pisu, Mario Carai e Nenneddu Sanna avevano ricordato che "la campagna lattiero-casearia 2025-2026 si sta chiudendo a 1,40 euro al litro, ma i costi di produzione ci stanno strozzando. Rispetto al 2019 siamo in una situazione peggiore perché la crisi globale la stiamo pagando tutta noi che siamo la parte produttiva". (ANSA).