(ANSA) - TUNISI, 09 FEB - Una delegazione tunisina ha partecipato a Catania, in Sicilia, a tre giorni di lavoro dedicati al progetto STEP-OL, iniziativa di cooperazione con l'Italia che punta a rafforzare la resilienza della filiera olivicola mediterranea di fronte agli effetti del cambiamento climatico. L'incontro, secondo quanto riportato da media tunisini, si è svolto presso la cooperativa agricola regionale di Catania, con un confronto su obiettivi, fasi operative e priorità tecniche, dalla prevenzione delle avversità alla qualità della produzione.
    Al centro del progetto c'è la costruzione di una capacità congiunta per diagnosticare malattie e infestazioni che colpiscono gli oliveti, anche attraverso l'uso di strumenti digitali e tecnologie per l'individuazione precoce dei rischi fitosanitari, in un contesto segnato da stress idrico e temperature elevate. Tra le attività previste figurano missioni di scambio e formazione tra Tunisia e Sicilia, rivolte a tecnici e agricoltori, oltre a iniziative di coinvolgimento della società civile.
    Secondo le informazioni del progetto, STEP-OL si inserisce nel quadro del programma Interreg NEXT Italia-Tunisia, che sostiene la cooperazione tra i territori della Sicilia e della Tunisia su sfide socioeconomiche e ambientali comuni, con una componente esplicita su transizione verde e resilienza climatica.
    Il dossier si colloca in una fase di mercato in cui la produzione resta fortemente condizionata dall'andamento climatico e dalle dinamiche fitosanitarie. L'International Olive Council stima, su dati provvisori, un rimbalzo della produzione mondiale nel 2024-2025 e indica per la Tunisia una produzione di 340 mila tonnellate, in aumento del 55% rispetto alla campagna precedente, mentre per il 2025-2026 prevede un lieve arretramento del dato globale. Sul fronte commerciale europeo, la Commissione europea mantiene un contingente tariffario per l'olio d'oliva tunisino: per il 2026 il quantitativo di riferimento indicato nei documenti di gestione dei contingenti risulta pari a 56,7 milioni di kg (56.700 tonnellate).
    Nel corso dei tre giorni, le visite alle aziende, eccellenze del comparto oleario hanno favorito lo scambio di buone pratiche e una riflessione comune sulle sfide attuali dell'olivicoltura, dal cambiamento climatico alla gestione sostenibile delle risorse. Particolare attenzione è stata dedicata al coinvolgimento della cittadinanza, con un approccio basato sulla Citizen science, che riconosce a cittadini e agricoltori un ruolo attivo nella raccolta di dati, nell'osservazione e nella tutela degli oliveti, si legge sulla pagina del progetto. In prospettiva, la cooperazione tecnico scientifica prevista da STEP-OL mira a tradurre la ricerca applicata in pratiche di campo, con un duplice obiettivo: ridurre l'impatto di siccità e nuove patologie sugli oliveti e sostenere, in parallelo, la competitività di una filiera strategica per l'agricoltura e l'export nel Mediterraneo. (ANSA).