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La Pac continua a rappresentare una leva decisiva per accompagnare l'innovazione nelle imprese agricole e sostenere la capacità produttiva dei territori, ma è essenziale che le risorse siano destinate a chi produce per rafforzare la competitività del settore e favorire l'insediamento delle nuove generazioni. È il messaggio lanciato dall'evento dell'Anga con Confagricoltura a Reggio Emilia, incentrato sul ruolo della Politica agricola nel sostenere le filiere zootecniche e le produzioni di qualità legate alle denominazioni d'origine; occasione per evidenziare al tempo stesso il valore dei modelli cooperativi per rafforzare competitività, investimenti, ricambio generazionale e radicamento territoriale.
L'iniziativa, intitolata 'Filiere zootecniche e denominazioni d'origine nella Pac. Modelli cooperativi per la creazione di valore territoriale', si inserisce nel percorso più ampio di CapGen, progetto europeo della Dg Agri di informazione e comunicazione della Politica agricola comune coordinato da ANSA, in collaborazione con Confagricoltura e Anga-Giovani di Confagricoltura.
Se Claudia Guidi, presidente Anga Emilia-Romagna, ha sottolineato come la Pac sia uno strumento fondamentale per finanziare l'innovazione nelle aziende agricole, Simona Caselli, presidente Granlatte Società Cooperativa, ha messo in evidenza l'evoluzione continua del contesto europeo. "La scorsa settimana la Commissione Agricoltura del Parlamento europeo ha approvato un documento di indirizzo strategico sull'allevamento, riconoscendolo come parte integrante dell'agricoltura europea - ha detto Caselli - parallelamente è aperto il confronto sul bilancio Ue. A oggi non emerge una motivazione chiara a sostegno del fondo unico: per questo è necessario continuare a far sentire la nostra voce, affinché venga superata un'architettura estremamente complessa anche sul piano gestionale e siano salvaguardate, in particolare, le risorse destinate alla Pac".
Un ulteriore focus ha riguardato il legame tra politiche europee, sistemi cooperativi e valorizzazione economica e sociale dei territori. Su questo aspetto Daniele Sfulcini, vicepresidente del Consorzio Parmigiano Reggiano e direttore di Confagricoltura Mantova, ha evidenziato che "a livello comunitario il Consorzio è impegnato nella promozione di nuove politiche territoriali e grazie al regolamento comunitario potrà intervenire anche sul fronte del turismo e della valorizzazione del territorio". Ai lavori sono intervenuti, fra gli altri, Damiano Roncari, presidente Anga Reggio Emilia; Barbara Attili, responsabile del Settore competitività delle imprese agricole e agroalimentari della Regione Emilia-Romagna; Fabrizio Roffi, responsabile aiuti all'insediamento di giovani agricoltori della Regione Emilia-Romagna e Sara Zanni, dell'Azienda Agricola Zanni. Le conclusioni sono state affidate a Giovanni Gioia, presidente nazionale dei Giovani di Confagricoltura-Anga. Il ciclo di incontri proseguirà al Vinitaly di Verona e successivamente, a Lecce.
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