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ROMA. Dopo una vendemmia caratterizzate da una precocità senza precedenti, con quasi 14 giorni di anticipo rispetto al 2025, la Champagne traccia un primo bilancio particolarmente incoraggiante della raccolta 2026: malgrado rese contenute, le uve presentano uno stato sanitario eccellente e un equilibrio molto promettente. Ci sono tutti gli elementi per elaborare vini di grandissima qualità.
Per alcune sue caratteristiche di equilibrio, questa materia prima richiama più di uno tra i grandi millesimi storici del XX secolo, come 1921, 1947 e 1959, afferma il Comité Champagne che è l'organizzazione interprofessionale della filiera dello Champagne e rappresenta oltre 16.000 Vigneron e 350 Maison.
Secondo David Chatillon, presidente dell'Union des Maisons de Champagne e co-presidente del Comité Champagne: "Grazie alla mobilitazione dell'intera filiera, siamo riusciti a portare a termine questa vendemmia eccezionalmente precoce in ottime condizioni, con una qualità straordinaria. Questo successo è il risultato del lavoro collettivo della Champagne, capace di adattare la propria organizzazione con grande reattività. La materia prima è molto bella, sana e matura. Disponiamo di tutti gli elementi necessari per elaborare lo Champagne, anzi, dei grandi Champagne".
Ora tocca agli chef de cave elaborare i loro assemblaggi, composti in particolare da tre vendemmie consecutive dai profili molto diversi: 2024, annata umida caratterizzata dalla freschezza; 2025, annata calda; 2026, annata molto calda dalle caratteristiche inedite.


