(ANSA) - ROMA, 01 GIU - Giro di vite contro la pesca pirata nei mari italiani grazie alla nuova Zona economica esclusiva (Zee) che porta la giurisdizione nazionale dalle tradizionali 12 miglia del mare territoriale ad un massimo di 200 miglia dalle linee di costa. A rendere efficace lo strumento, introdotto da un provvedimento operativo da gennaio 2026, è la recente operazione della Guardia Costiera, che ha intercettato e sanzionato diverse imbarcazioni extracomunitarie intente a pescare tonno rosso, violando le regole internazionali Iccat. La notizia è stata diffusa da Confcooperative Agroalimentare Pesca che ha evidenziato la portata storica della novità. Grazie alla Zee, lo Stato italiano acquisisce diritti sovrani esclusivi per sfruttare, conservare e gestire le risorse del mare; a questo si affiancano completi poteri di polizia marittima, che permettono alle autorità di effettuare ispezioni, nonché fermi e sequestri ai danni delle flotte di paesi terzi che commettono infrazioni.
    L'associazione ha espresso un forte plauso per l'operazione, definendo la Zona Economica Esclusiva come un vero scudo; una barriera che tutela l'ambiente nel pieno rispetto degli accordi già siglati con i Paesi frontisti, come la Grecia e la Croazia, rivelandosi essenziale per la sostenibilità del settore. Secondo il vicepresidente Paolo Tiozzo, proteggere il patrimonio ittico nazionale significa salvaguardare il lavoro e il reddito delle comunità, valorizzando chi opera rispettando le regole quotidiane attraverso uno strumento capace di fermare gli illeciti e questi interventi confermano la validità strategica della Zee italiana". (ANSA).