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(ANSA) - ROMA, 19 FEB - Vertice tra Italia e Spagna focalizzato sulla trasparenza della filiera ittica. Al centro del dibattito ospitato alla fiera Aquafarm di Pordenone, il fenomeno del 'mislabeling' nel canale della ristorazione, ovvero l'errata o incompleta indicazione della specie, dell'origine o del metodo di produzione del pesce. Una questione nodale, visto che i due Paesi sono leader europei nei consumi, con una media che supera i 30 kg pro capite annui. In Italia, oltre il 50% del consumo di pesce avviene proprio fuori casa, rendendo il settore della ristorazione un nodo cruciale per il mercato.
Il presidente dell'Associazione Piscicoltori Italiani, Matteo Leonardi (Api), ha evidenziato come, nonostante la profonda identità mediterranea, entrambi i Paesi dipendano fortemente dalle importazioni dall'estero. In Italia, circa il 75% del pesce consumato è importato, con una produzione che non riesce a coprire una domanda elevatissima. Proprio per questo, la valorizzazione dell'acquacoltura italiana diventa fondamentale per garantire sicurezza alimentare e crescita economica..Garantire la trasparenza sull'origine del pesce servito al ristorante permette infatti di orientare le scelte d'acquisto in modo consapevole. "Rendere visibile il valore del prodotto - ha concluso Leonardi - può contribuire a stimolare investimenti, crescita produttiva e sviluppo dell'acquacoltura italiana. Maggiore chiarezza sull'origine rappresenta anche uno strumento concreto di rafforzamento della sovranità alimentare".
(ANSA).


