(ANSA) - JESI, 01 OTT - Da progetto di recupero di un patrimonio genetico marchigiano a piattaforma di filiera capace di collegare allevamento, ricerca, trasformazione e mercato. È il percorso del Suino della Marca, rilanciato nel 2022 per iniziativa di Impronta Verde, impresa agricola dell'imprenditore Emiliano Baldi, alla guida dell'omonima azienda multicanale (Baldi) attiva da più di 60 anni nel settore alimentare in Italia con sede a Jesi (Ancona). Per sostenerne lo sviluppo, Baldi ha investito finora circa 2 milioni di euro.
    I numeri sono stati presentati a Jesi in occasione del convegno finale del progetto 'Sperimentazione e Management del Suino della Marca'. Al 31 agosto scorso la consistenza complessiva del branco è di 1.242 capi. Gli allevatori oggi coinvolti sono sei, tre nelle Marche e tre in Umbria. Il ritmo produttivo è passato da 15 a 25 capi alla settimana. A regime, il progetto stima una capacità di 2.500-3mila capi l'anno, con macellazione indicativamente a 175-180 chili e generare un impatto economico significativo già nella fase di allevamento stimabile nell'ordine di 1,75-2,1 milioni di euro l'anno. La fase successiva riguarda la governance. Statuto e disciplinare del futuro consorzio sono in bozza avanzata.
    L'impostazione prevede un consorzio volontario con marchio collettivo e una struttura su due livelli: aziende moltiplicatrici, che detengono i riproduttori e applicano lo schema di selezione, e aziende commerciali, dedicate all'allevamento per la carne, con registro anagrafico e tracciabilità.
    "Il nostro obiettivo non è semplicemente aumentare il numero di capi - spiega Emiliano Baldi, amministratore delegato dell'azienda Baldi - ma creare una filiera che distribuisca valore sul territorio. Il salto di scala - conclude l'ad - non è alla portata di un'impresa sola. I finanziamenti sono indispensabili, ma per trasformare un progetto in una filiera stabile servono anche regole comuni, massa critica e una capacità di commercializzazione condivisa". (ANSA).