(V, "Via libera finale dei Paesi Ue..." delle 10,54) (ANSA) - ROMA, 23 FEB - Terra Viva, Associazione Liberi Produttori Agricoli, accoglie con favore l'adozione da parte dell'Unione Europea del nuovo regolamento di riforma del settore vitivinicolo, che introduce strumenti aggiornati per rafforzare la resilienza climatica, sostenere l'innovazione e rispondere ai cambiamenti dei mercati e dei consumi. "L'Unione Europea manda un segnale importante al mondo del vino - commenta Claudio Risso, presidente nazionale di Terra Viva - riconoscendo che il settore vitivinicolo non può essere lasciato solo di fronte alle sfide della crisi climatica, della volatilità dei mercati e dell'evoluzione della domanda. È una riforma che va nella direzione giusta perché prova a tenere insieme competitività, sostenibilità e semplificazione".
    La nuova impostazione introduce maggiore equilibrio tra produzione e mercato, più flessibilità nella gestione dei potenziali viticoli, un rafforzamento degli strumenti di sostegno agli investimenti ambientali, con contributi europei fino all'80% dei costi ammissibili. "Il sostegno all'adattamento climatico - afferma Risso - è un passaggio decisivo perché riconosce il ruolo dei viticoltori come presidio del territorio.
    Ora però è fondamentale che queste misure siano realmente accessibili anche alle imprese medio-piccole".
    Terra Viva valuta positivamente anche l'introduzione delle etichette digitali e il riconoscimento ufficiale dei vini dealcolati e a ridotto tenore alcolico. "L'innovazione - commenta il Presidente nazionale - non va demonizzata, ma governata. Può essere un'opportunità se resta saldo il legame con identità, qualità e valore del vino europeo. Meno burocrazia sull'export significa più competitività. Le imprese hanno bisogno di accompagnamento sui mercati internazionali, non di nuovi ostacoli amministrativi. Nessuna riforma funzionerà davvero se non si rafforza la posizione dei produttori nella catena del valore. Servono consulenza, formazione e strumenti di accompagnamento: la transizione non può gravare solo sugli agricoltori". (ANSA).