PHOTO
(ANSA) - ROMA, 11 MAG - Quello che sta accadendo nello Stretto di Hormuz è un passaggio geopolitico che rischia di scaricare sulle campagne europee una nuova ondata di rincari, speculazioni e instabilità. I fertilizzanti sono sotto scacco, ma le conseguenze si estendono anche a trasporti, logistica, costi di trasformazione e quindi ai prezzi finali di grano, latte, carne e prodotti alimentari. È l'allarme lanciato dal presidente nazionale di Terra Viva, Claudio Risso, in merito all'aumento dei costi di fertilizzanti, mangimi, energia e materie prime agricole, sul quale servono subito misure per tutelare le imprese. "Quando si blocca o si destabilizza uno dei principali snodi energetici mondiali - commenta Risso - gli effetti arrivano immediatamente lungo tutta la filiera agroalimentare".
Per l'Associazione cislina dei produttori agricoli il rischio è di rivivere una dinamica già sperimentata durante la crisi russo-ucraina: aumento dei costi di produzione, compressione dei margini per le aziende agricole e nuova spinta inflattiva sui consumatori. "L'agricoltura italiana - denuncia Risso - non può continuare ad essere una sorta di parafulmine di ogni crisi internazionale: le nostre imprese stanno già affrontando gli effetti del cambiamento climatico, della volatilità dei mercati e di una competizione globale spesso priva di regole e reciprocità, ora si aggiunge una nuova tensione geopolitica che rischia di colpire nuovamente il cuore produttivo dell'agroalimentare europeo". Da qui la richesta di Terra Viva a governo e Ue di attivare rapidamente strumenti straordinari di monitoraggio e contenimento delle speculazioni su fertilizzanti ed energia, misure di sostegno per le filiere agricole più esposte, una strategia europea più forte sull'autonomia produttiva e alimentare e investimenti accelerati su energie rinnovabili agricole, economia circolare e produzione nazionale di input strategici. (ANSA).


