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(ANSA) - NAPOLI, 25 GEN - 'O cunto 'e Mariarosa' con il Mata Rosè, 'Accarezzame' con il Collecastrese Falerno del Massico DOP Bianco 2024, "Desiderio" con il Falerno del Massico DOP Rosso: sono i tre singolari abbinamenti proposti a Napoli per la rassegna "ViniLi - Note di degustazione", nata per approfondire e coniugare due importanti espressioni della Campania: la canzone napoletana e la cultura enologica. Tre vinili del maestro Roberto Murolo, chansonnier acclamato in tutto il mondo, entreranno in relazione con tre vini di Villa Matilde Avallone, viticultori nella regione dal 1965. Entrambi, spiegano i promotori dell'evento, "raccontano il territorio attraverso linguaggi distinti, valorizzando la tradizione e proiettandola verso nuove visioni. Come Murolo ha saputo interpretare i grandi classici della canzone napoletana e comporre nuovi brani indimenticabili, così l'avvocato Francesco Paolo Avallone, appassionato cultore dei vini antichi e delle fonti di Plinio, Virgilio e Orazio, decise di riportare in vita il Falerno, leggendario vino dell'antichità".
"ViniLi - Note di degustazione" - in programma giovedì 29 gennaio (ore 19) al MU - Casa Museo Murolo, in via Cimarosa - segna un'apertura speciale, in cui il percorso inizia con la visita guidata alla residenza storica di Ernesto e Roberto Murolo; Casa Museo da quasi un anno impegnata nella valorizzazione del patrimonio musicale partenopeo e meta di centinaia di visitatori. Poi si arriva al clou dell'esperienza con l'ascolto di tre vinili, riprodotti su un antico grammofono realmente appartenuto a Murolo, abbinati a tre vini raccontati da un sommelier esperto, in una percezione tra gusto, aromi e udito.
Il Mata Rosé, spumante brut metodo classico, si presenta con un colore rosa chiaro e un perlage fine; al naso sprigiona profumi intensi di fragoline di bosco, cassis, mela, pompelmo, melograno, glicine e violetta. Fresco e di buon corpo, con finale setoso, è abbinato a 'O cunto 'e Mariarosa', brano luminoso e ritmato, dalla melodia fluida: una musica che "danza" senza perdere nobiltà. Segue il Collecastrese Falerno del Massico DOP Bianco 2024, vino in cui riecheggia la Falanghina degli antichi Romani, il vinum album Phalanginum. Vinificato in purezza, è di colore giallo paglierino, con profumi eleganti di frutta matura - ananas, mango, frutto della passione - e note di mela verde, mandarino e pesca. Al palato è equilibrato, vellutato e persistente, con una freschezza che dona finezza e personalità. È un bianco solare e mediterraneo, abbinato ad "Accarezzame", brano arioso e 'cantabile' capace di trasmettere emozioni serene e luminose. La degustazione si conclude con il Falerno del Massico DOP Rosso, il vino più celebre della letteratura e della storia. Di colore rosso profondo, nasce da uve Aglianico e Piedirosso coltivate nei vigneti collinari della tenuta di San Castrese, alle pendici del vulcano di Roccamonfina, in provincia di Caserta. Il profumo è intenso e complesso, con note di viola, frutti neri, ciliegia, mora e lampone. Al palato è pieno, elegante e armonico. Un vino strutturato, abbinato a "Desiderio", un brano intimo e malinconico, lento e carico di emozione: qui la musica non accompagna, racconta. (ANSA).


