(ANSA) - TOKYO, 13 MAR - Il Giappone come mercato strategico per l'agroalimentare italiano e come piattaforma di accesso all'intero quadrante asiatico. È questo il messaggio emerso dalla presentazione di TuttoFood, ospitata all'Ambasciata d'Italia a Tokyo, in vista della seconda edizione della manifestazione internazionale che si terrà a Fiera Milano Rho dall'11 al 14 maggio.
    La manifestazione si propone come piattaforma B2B di riferimento per l'Europa meridionale nel settore alimentare, con una crescente partecipazione internazionale: il 30% degli espositori proviene dall'estero e sono oltre 70 i Paesi rappresentati. Gli organizzatori prevedono più di 100 mila visitatori professionali, con un incremento del 20% rispetto al 2025.
    Nel corso dell'incontro è stato sottolineato il valore del mercato giapponese per l'export agroalimentare italiano. "Il mercato giapponese è, a livello di consumi pro capite, di gran lunga il più importante dell'Asia ed è il secondo mercato overseas per l'Italia", ha spiegato l'amministratore delegato di Fiere di Parma, Antonio Cellie all'ANSA. "Gli Stati Uniti, primo mercato, hanno un consumo pro capite di circa 24 euro mentre il Giappone è già a 20 euro pro capite, per un valore complessivo di circa 2 miliardi di euro di agroalimentare". Un mercato caratterizzato da prodotti di alta qualità e da una distribuzione multicanale che spazia dal retail al fuori casa.
    Secondo il manager, il rafforzamento del sistema fieristico italiano e la collaborazione tra istituzioni e imprese sono elementi chiave per competere su scala globale. "Se vogliamo avere in Italia una delle più importanti fiere alimentari al mondo, dobbiamo fare un'operazione di sistema", ha affermato, ricordando l'accordo strategico tra Fiere di Parma e Fiera Milano, sostenuto dal governo e da Ice Agenzia. L'obiettivo, ha detto, non è necessariamente "fare la fiera più grande, ma sicuramente la più bella al mondo". L'evento milanese punterà anche su contenuti e formazione: quasi 300 appuntamenti in quattro giorni dedicati a professionisti del settore, con attività di storytelling e approfondimento sul cibo di qualità.
    "Il futuro dell'alimentazione - ha osservato Cellie - è fatto di qualità più che di quantità: mangeremo meno ma mangeremo meglio.
    Da questo punto di vista le culture alimentari di Italia e Giappone rappresentano un modello perfetto".
    A sottolineare l'importanza del mercato nipponico e della dimensione asiatica è stato anche l'ambasciatore d'Italia a Tokyo, Mario Vattani, intervenuto durante l'incontro. "Questa è una settimana importantissima a Tokyo, la settimana di Foodex, che è un punto di riferimento non solo per il Giappone ma per tutta l'Asia", ha dichiarato. "L'Asia - ha aggiunto - è un quadrante sempre più strategico per le nostre aziende dell'agroalimentare. In un contesto globale in cui i mercati si aprono e si chiudono rapidamente, dobbiamo essere sempre più presenti qui e poter contare su un Paese come il Giappone, che conosce i nostri prodotti e ci offre lo spazio per raccontarli".
    (ANSA).