(ANSA) - NAPOLI, 27 APR - "Dal concentrato di pomodoro alle cagliate per fare la mozzarella, ogni giorno passano dal Brennero migliaia di tonnellate di prodotti alimentari stranieri che, in assenza di adeguata trasparenza, alimentano inganni commerciali, rischi sanitari e danni economici alle imprese agricole, schiacciando prezzi, redditi e margini di export, in un momento già difficile per i rincari dei costi legati alla guerra in Iran". È l'allarme lanciato dagli agricoltori della Campania, giunti oggi al Brennero per unirsi ai colleghi di tutta Italia, come fa sapere una nota diffusa a Napoli. A dare man forte al presidente Ettore Prandini e al segretario generale Vincenzo Gesmundo si sono uniti il presidente regionale Ettore Bellelli e il vice presidente nazionale, il beneventano Gennarino Masiello. Dice Gsmundo: "Al centro c'è la madre di tutte le battaglie sindacali: la revisione della normativa sull'ultima trasformazione sostanziale nel codice doganale, un meccanismo che penalizza il lavoro agricolo nazionale e altera profondamente la trasparenza del mercato".
    Un prodotto simbolo sono le cagliate. "Ne arrivano in Italia 150mila tonnellate, di cui il 90% proprio dal Brennero, secondo un'analisi del Centro Studi Divulga su dati del Ministero della Salute. Sono usate come semilavorato per produrre mozzarelle e altri formaggi a pasta filata, spesso venduti successivamente come 'Made in Italy', intrufolati nei banchi al fianco di quelli originali. Dal valico altoatesino transita anche tra il 75 e l'80% del latte liquido acquistato dalle imprese italiane del settore agroalimentare, della logistica e del commercio" afferma il presidente di Coldiretti Campania, Ettore Bellelli. "Un altro prodotto della Campania minacciato dalle importazioni selvagge è il pomodoro" aggiunge. Il problema riguarda un po' tutti i prodotti abitualmente presenti sulle tavole. "Dai porti arrivano i quasi 6 milioni di tonnellate, ad esempio, di grano tenero straniero usati per fare pane e biscotti, mentre 2,9 milioni di tonnellate di grano duro, compreso quello canadese al glifosato, finiscono nella produzione di pasta secca, simbolo della Dieta mediterranea" aggiunge il vice presidente Gennarino Masiello.
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