PHOTO
BRUXELLES - Senza carne una 'bistecca' o un 'filetto' non potranno più chiamarsi tali. Da Strasburgo arriva il via libera a vietare l'uso di termini come 'pancetta o braciola' per descrivere prodotti a base vegetale o coltivati in laboratorio. Salvi, invece, i 'veggie burger', diventati ormai il simbolo di un mercato europeo sempre più aperto ad alternative vegetali alla carne.
Nel nome della "trasparenza per i consumatori", l'Eurocameraha confermato con 560 voti a favore, 75 contrari e 25 astensioni l'intesa politica raggiunta a marzo con i Paesi Ue sulla riforma del regolamento sull'Organizzazione comune dei mercati agricoli (Ocm) per rafforzare la posizione contrattuale degli agricoltori nella filiera. L'intesa - raggiunta faticosamente dopo mesi di trattative - 'tutela' tra le altre cose oltre 30 denominazioni dall'accostamento con prodotti a base vegetale o alle nuove frontiere della carne 'coltivata' in laboratorio, anche se ancora non autorizzata sul mercato unico. Per l'Aula di Strasburgo termini come "bistecche, scaloppine, braciole e costine" dovrebbero essere "riservati esclusivamente ai prodotti contenenti carne" definita come "parti commestibili di animali".
Per essere effettivo, il divieto dovrà essere confermato anche dai27 Paesi Ue nelle prossime settimane. Compatto, quanto trasversale, il sostegno alla stretta da parte della delegazione di eurodeputati italiani a Strasburgo. A votare contro il provvedimento solo l'eurodeputato Pd, Alessandro Zan, insieme agli eurodeputati dei Verdi europei, Cristina Guarda, Ignazio Marino, Leoluca Orlando e Benedetta Scuderi. Il divieto si inscrive nella più ampia riforma del regolamento Ocm, che tra le altre cose renderà obbligatori i contratti scritti tra agricoltori e acquirenti, includendovi anche una clausola di revisione per garantire che tengano conto "dell'andamento del mercato, delle fluttuazioni dei costi e delle condizioni economiche".
Il voto ha avuto luogo in una Strasburgo dominata dalleproteste agricole che l'Eurocamera si prepara a dare domani il via libera finale anche al futuro quadro normativo per le nuove tecniche genomiche (Ngt). Fallito, nella giornata di lunedì, in commissione ambiente (Envi) il tentativo di riaprire il regolamento, l'accordo raggiunto a dicembre scorso con le capitali andrà ora al voto dell'Aula intera chiamata a confermare la distinzione tra piante derivate da Ngt di categoria 1 - considerate "equivalenti" alle piante convenzionali - da esentare dalle attuali norme sugli Ogm, e quelle di categoria 2 con modifiche genomiche più complesse da etichettare e a cui applicare le norme sugli Ogm.
#IMCAP
"Cofinanziato dall'Unione europea. Le opinioni espresse appartengono tuttavia al solo o ai soli autori e non riflettono necessariamente le opinioni dell'Unione europea. Né l'Unione europea né l'amministrazione erogatrice possono esserne ritenute responsabili".


