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Ammonta a 44,383 milioni di ettolitri la produzione vinicola dell'ultima vendemmia, secondo quanto comunicato oggi dall'Italia alla Commissione europea. Lo rende noto l'Unione italiana vini (Uiv) sottolineando che contrariamente alle previsioni, la produzione 2025 si scopre in linea con l'anno precedente (+0,7%) ma le giacenze, questo il dato rilevante, sono in rialzo (+6%) fino a raggiungere il +7,5%.
Secondo il presidente di Uiv, Lamberto Frescobaldi: "A oggi, dopo 2 vendemmie poco sopra i 44 milioni di ettolitri, nelle cantine italiane ci sono 61 milioni di ettolitri di vino, il 6% in più del pari periodo dello scorso anno. Dato che sale a quasi 68 milioni di ettolitri (+7,5%) se si comprendono i mosti. Ciò significa che attualmente non possiamo più permetterci non solo vendemmie in linea con la media degli ultimi 10 anni - a 47,5 milioni di ettolitri - ma nemmeno quelle con i volumi, sino a ora considerati bassi, dell'ultimo biennio. È il caso - ha aggiunto Frescobaldi - di rivedere a livello centrale l'attuale assetto produttivo attraverso riforme al Testo unico che garantiscano un sistema flessibile, in grado di aprirsi o comprimersi a seconda delle dinamiche di mercato".
Gli stock in cantina, secondo Uiv, indicano una forte eccedenza (+11,3%) per i vini comuni/varietali e per gli Igt bianchi (+10,5%). Più contenuto il trend delle giacenze legate ai vini Dop, a +3,6% (31,7 milioni di ettolitri).
La situazione resta delicata per via dei prezzi in tensione, per il segretario generale Uiv, Paolo Castelletti, "con i ritmi del prodotto in uscita in calo di circa il 20% non solo rispetto all'inizio del 2024, quando ci furono forti richieste di prodotto dagli Stati Uniti per via dei dazi imminenti, ma anche rispetto al 2023, anno non influenzato da eventi esterni".


