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(ANSA) - VERONA, 09 OTT - Nel '900 veniva spacciato dagli svizzeri per francese e 50 anni dopo era il "vino più plagiato d'Italia" secondo lo storico giornalista enologico Zeffiro Bocci. Semplice ma non banale, "simpatico" nelle parole di Luigi Veronelli, il Bardolino festeggia cento anni di storia. Il Centenario del Consorzio Vini Bardolino da oggi fino a domenica 11 ottobre ha in calendario un programma che spazia dagli eventi di pubblico agli appuntamenti riservati alla stampa.
"Festeggiamo un secolo dall'istituzione del Consorzio di difesa del vino tipico Bardolino - ha spiegato il presidente, Fabio Dei Micheli -, il primo organismo di tutela che, già dal 1926, ha riconosciuto e valorizzato la capacità del Bardolino di interpretare l'anima del suo territori. Oggi vogliamo rivendicare questa vocazionalità nei calici, abbracciando con determinazione il carattere contemporaneo e conviviale dei nostri vini". Per questo, aggiunge De Micheli, "abbiamo voluto un Centenario senza formalismi, che guarda al futuro più che al passato. Sarà una festa per tutti, che nel Bardolino Pop Garden, domani e domenica, troverà la sua espressione più autentica tra cibo, musica e arte".
L'ente consortile conta oggi 817 soci con più di 600 viticoltori. Con una superficie vitata di 2.400 ettari - di cui 1.000 dedicati al Chiaretto - l'annata 2026 esprime una produzione da circa 20 milioni di bottiglie equamente suddivise tra le Dop Bardolino e Chiaretto. (ANSA).


