(ANSA) - MILANO, 10 GIU - L'Unione Italiana Food, associazione di categoria aderente a Confindustria, sfida i luoghi comuni sui cibi 'ultraprocessati' e sostiene una ricerca dell'Università degli Studi di Milano che mette a confronto 10 ricette della tradizione italiana preparate in casa con i rispettivi equivalenti industriali disponibili nella grande distribuzione.
    Una delle principali evidenze emerse dallo studio è che "la lunghezza dell'etichetta alimentare e il numero degli ingredienti non costituiscono, di per sé, indicatori sufficienti della qualità nutrizionale di un alimento. La qualità nutrizionale di un prodotto dipende dalla formulazione complessiva piuttosto che dal processo produttivo o dal numero degli ingredienti impiegati.
    Lasagne al ragù, gnocchi alla sorrentina, pollo alla diavola, ciambotta, biscotti frollini con gocce di cioccolato, tiramisù, ciambella allo yogurt, crostata con confettura di albicocche, vitello tonnato e parmigiana di melanzane, sono le ricette oggetto di analisi, per ciascuna preparazione sono state analizzate le liste ingredienti, compresi additivi e relative funzioni tecnologiche, i valori nutrizionali per 100 grammi e per porzione. "Il confronto sistematico del nostro studio - spiegano le ricercatrici Daniela Martini e Alessandra Marti - ha mostrato come la contrapposizione tra grado di trasformazione e livello di qualità sia spesso fondata più su una percezione intuitiva che su un'analisi oggettiva. La complessità delle liste ingredienti non è necessariamente riconducibile a prodotti e processi industriali, ma spesso deriva dalla natura stessa della ricetta e dalla presenza di ingredienti composti". Lo studio mostra, infatti, che molte ricette casalinghe, se dichiarate con lo stesso livello di dettaglio e secondo normativa vigente previsto per i prodotti confezionati, generano spesso liste ingredienti altrettanto articolate. La complessità dell'etichetta, quindi, non dipende necessariamente dall'industrializzazione, ma spesso dalla natura stessa della ricetta, dalla presenza di ingredienti composti, dalla dichiarazione degli allergeni e dagli obblighi informativi previsti dalla normativa. (ANSA).