Via libera finale dai Paesi Ue alla stretta sulle pratiche commerciali sleali transfrontaliere nella filiera agroalimentare. Per tutelare meglio il comparto, il nuovo regolamento introduce un meccanismo di "mutua assistenza" per consentire alle autorità nazionali di chiedere e scambiare informazioni o di collaborare alle indagini relative alle pratiche commerciali sleali e inoltre coordinare eventuali azioni di contrasto. Le autorità nazionali potranno intervenire d'ufficio per bloccare le pratiche commerciali sleali transfrontaliere di propria iniziativa, senza la necessità di aspettare una denuncia formale da parte del produttore.

L'intesa raggiunta con l'Eurocameraè stata raggiunta a novembre. Le richieste di informazioni devono ricevere una risposta entro un termine massimo di 90 giorni, con la possibilità di prorogarlo di altri 30 giorni. La stretta tutela i produttori anche da eventuali pratiche commerciali sleali da parte di acquirenti provenienti da Paesi extra Ue, che dovranno designare "una persona di contatto responsabile per l'Ue" nel caso in cui venga aperta un'indagine nei loro confronti. Con il regolamento viene inoltre istituito un meccanismo di azione coordinata nei casi di pratiche commerciali sleali transfrontaliere che coinvolgano almeno tre Paesi dell'Ue. Le nuove norme entreranno in vigore 18 mesi dopo la loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Ue. 
   

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