(ANSA) - VERONA, 13 APR - Nel 2025 il comparto di vini e spumanti nella Grande Distribuzione Organizzata (Gdo) ha raggiunto un valore complessivo di 3,2 miliardi di euro e 737 milioni di litri venduti. A fronte di una lieve contrazione del valore (-0,5%), si registra una flessione più marcata dei volumi (-2,7%), accompagnata da un incremento medio dei prezzi (+2,3%) Il mercato del vino distribuzione moderna chiude dunque il 2025 con segnali contrastanti: calano i volumi, mentre il valore resta sostanzialmente stabile grazie a un progressivo orientamento dei consumatori verso prodotti di fascia più alta.
    È quanto emerge dall'analisi presentata da Virgilio Romano, Insight Director di Circana, in occasione della ventiduesima edizione della tavola rotonda dedicata al mercato del vino nella Gdo italiana a Vinitaly.
    "In questo contesto - evidenzia la ricerca - sembra proprio che la competizione premierà gli operatori più efficienti, capaci di valorizzare il prodotto e intercettare nuovi consumatori, soprattutto nelle fasce medie e medio-alte". Uno dei trend più rilevanti, fa sapere Romano, riguarda il cosiddetto "effetto mix": sono gli stessi consumatori a spingere verso l'alto il prezzo medio, scegliendo vini mediamente più costosi rispetto al passato. Le fasce di prezzo più elevate (oltre i 10 euro) mostrano performance migliori, mentre i segmenti sotto i 5 euro, che concentrano i maggiori volumi, registrano i cali più consistenti. Scendendo più nel dettaglio, i bianchi superiori ai 5 euro registrano una crescita del 2%, che aumenta considerevolmente per quelli dal costo superiore ai 10 euro (+8,4%).
    Tra le diverse categorie, gli spumanti mostrano segnali di tenuta e crescita, continuando la loro lenta ma progressiva erosione di quote di mercato, registrando un +1,5% nei volumi e un +1,2% nei valori. In particolare, il rosato cresce del 3,8% e il bianco del 2,2%. I vini fermi registrano un calo contenuto (-3,1% nei volumi, -0,5% nei valori), con i rossi che continuano a perdere terreno (-4,2%), pur rimanendo detenendo la quota di mercato maggiore (36%), mentre sono i frizzanti ad evidenziare le maggiori difficoltà (-5,7% nei volumi e -5,5% nei valori). In particolare, spumanti a parte, i bianchi fermi si distinguono come una delle poche tipologie in grado di contribuire positivamente al risultato complessivo, pur mantenendo il segno negativo (-2,1%).
    Le prime settimane del 2026, emerge dal convegno al Vinitaly, confermano i trend di fine 2025: volumi ancora in calo per il vino e segnali più positivi per gli spumanti. (ANSA).