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(ANSA) - ROMA, 05 SET - Digital risk identity e rating di rischio per premiare con condizioni contrattuali migliori, tariffe agevolate e procedure più snelle tutte le aziende che riducono attivamente il rischio investendo in misure di prevenzione, come reti antigrandine, bacini di accumulo o sensoristica avanzata. Questa la proposta del direttore di Agea, Fabio Vitale, lanciata nel corso del suo intervento all'inaugurazione della fiera 'La Nuova Millenaria' a Gonzaga (MN).
Altro punto qualificante l'uso della tecnologia per ottenere indennizi più rapidi per gli agricoltori. Secondo il direttore dell'Agenzia per le erogazioni in agricoltura "superare la rigidità della perizia tradizionale è possibile valorizzando i dati già disponibili tramite satelliti, radar meteorologici e stazioni certificate così da non dover mandare risorse di personale a verificare quello che la tecnologia ha già oggettivamente misurato". Questo, dice Vitale, può garantire pagamenti molto più rapidi agli agricoltori perché laddove il danno è evidente e misurato dai sensori, il processo si attiva autonomamente per avviare subito la liquidazione.
L'intervento del direttore di Agea, sottolinea l'Agenzia in una nota, giunge in un momento cruciale per il territorio mantovano, ferito dal violento fortunale di fine agosto. Di fronte a cambiamenti climatici che rendono eventi estremi come grandinate e alluvioni un rischio strutturale e non più eccezionale, Vitale ha sottolineato in particolare l'urgenza - evidenzia Agea - di riformare un sistema nazionale "giudicato ormai troppo complesso, frammentato e rallentato da lunghi adempimenti burocratici".
In tale processo di cambiamento, Vitale ha aggiunto che occorre ripensare profondamente anche il ruolo dei Consorzi di difesa: non più intermediari burocratici ma veri e propri 'risk management hub territoriali', cioè centri di eccellenza per la consulenza, la formazione, l'analisi preventiva e l'assistenza alle imprese nella scelta delle coperture più adatte.
"La tecnologia oggi ci consente di passare dalla burocrazia del danno alla scienza del rischio - ha concluso il direttore di Agea - l'agricoltore non deve più essere colui che porta informazioni al sistema, ma il soggetto intorno al quale il sistema costruisce automaticamente informazioni e servizi".
(ANSA).


