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Trentino da raccontare: scambio fra generali

Una fotografia inedita mostra uno strano scambio fra ufficiali tedeschi e italiani. Una scena misteriosa che dopo una lunga ricerca ora è possibile collocare nella storia della Campana dei Caduti di Rovereto, fornendo la soluzione a tutti i dubbi contenuti all’interno dalla singolare vicenda. A tutti, tranne che a uno

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Trentino da raccontare: Un trentino alla Casa Bianca

È la storia di un prete di origini trentine, Viceministro Usa nel governo Carter dal 1977 al 1981. Venne chiamato «il prete costruttore di ponti» perché sosteneva che l’unico modo per abbattere i muri di odio e di ingiustizia fra etnie diverse fosse quello di costruire ponti sociali attraverso la conoscenza e il dialogo. Pur avendo raggiunto presso il Campidoglio degli Stati Uniti un così alto incarico di governo, la sua casa rimase sempre quella dei quartieri poveri nelle grandi città americane



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Trentino da raccontare: Mi chiamo Benito Albino

La breve permanenza in Trentino dello sfortunato figlio del Duce. A undici anni il suo rapimento, l’internamento presso l’Istituto di Sant’Ilario di Rovereto e la straordinaria testimonianza di un suo compagno di classe. Una vita segnata dall’ossessione di un padre odiato e desiderato e dall’assenza della madre reclusa in manicomio

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Trentino da raccontare:  Trento, Ustica è stata qui

A 40 anni dalla strage e a pochi dalla coraggiosa sentenza del Tribunale di Palermo che obbliga lo Stato italiano a risarcire le vittime del disastro, nel ricordo di quel volo mai concluso raccontiamo di due persone “speciali” coinvolte nella tragedia. Due uomini che in modo diverso lasciarono in Trentino una traccia profonda del loro passaggio per umanità, impegno e generosità



Podcast / La storia

Trentino da raccontare: la solidarietà tradita

Dopo più di cento anni di oblio, l’amara verità sugli aiuti del Trentino austriaco alle vittime del terremoto di Calabria del 1905. Lo scandalo di collette e iniziative per raccogliere fondi destinati alla povera gente che vennero prima inutilizzate e poi destinate a fini privati

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Trentino da raccontare: il sogno di Isidoro - Prima parte

Il 25 ottobre del 1927, al largo del Brasile, colava a picco il piroscafo italiano
Principessa Mafalda. A bordo, assieme a un migliaio di emigranti, c’era
Isidoro Adami, un ragazzo poco più che ventenne partito dal Trentino per
realizzare in Uruguay un sogno che aveva cullato da molto tempo.



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Trentino da raccontare: in viaggio con l'Ape

Ovvero, come un mezzo da lavoro può trasformarsi in un prezioso com- pagno di viaggio. Perché – come diceva agli inizi del ’900 il famoso scrittore Marcel Proust – un vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi. Se dunque per vedere bene è ne- cessario viaggiare lentamente, cosa può esserci di meglio se non l’Ape Piaggio, il tre-ruote “slow” che per Agostino Pross è diventato un’alternativa all’auto- mobile? Altro che aereo! Una filosofia di viaggio trasformata in filosofia di vita che è l’esatto opposto del mordi e fuggi di molti turisti di oggi. Le ultime imprese? Una visita al cantautore Guccini a Pavana (Pistoia) e un viaggio a l’Aquila, durato 22 ore e 700 chilometri.

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Trentino da raccontare: Valmorbia Werk: un forte, due bandiere

A100 anni dalla Grande Guerra, la cronaca ritrovata di un tragico errore che indusse i soldati italiani e quelli austriaci a sparare contro i propri commilitoni. Nello stesso luogo, un anno dopo, sarebbe arrivato un giovane ufficiale del tutto inesperto di combattimenti. Veniva da Genova e il suo nome era Eugenio Montale. Il reparto a cui venne assegnato si trovava fra il Monte Corno e il piccolo paese di Valmorbia.

EPISODIO 1 La “M.A.R.”, un’antica ferrovia
EPISODIO 2 Filippo, dalla Cina con amore
EPISODIO 3 Sopravvivere al Vajont



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Trentino da raccontare: sopravvivere al Vajont

La notte del 9 ottobre del 1963, una frana gigantesca si staccò dal MonteToc piombando nel bacino della diga del Vajont, che sovrasta Longarone, in provincia di Belluno. In alcuni minuti quasi duemila persone vennero travolte e uccise da un’enorme massa d’acqua, sassi e fango che si riversò nella valle del Piave. Pochi abitanti di quei paesi si salvarono, ma coloro che sopravvissero dovettero lottare tutto il resto della loro vita per non morire “dentro”. Il trentino Rinaldo Aste, che perse moglie e due figli, era uno di loro.

EPISODIO 1 La “M.A.R.”, un’antica ferrovia
EPISODIO 2 Filippo, dalla Cina con amore