(di Olga Piscitelli)  Inaugurazioni che si sovrappongono, atelier aperti e gallerie d'arte che colorano la città. È l'arte al centro di Marrakech, la città che da oggi ospita la settima edizione di 1-54 Fiera d'arte contemporanea africana dedicata alle stelle del continente e della diaspora.
    Fino all'8 febbraio sarà un susseguirsi di eventi che danno il ritmo tra collezionisti a caccia di novità e pezzi rari, artisti che si affacciano sul mercato e galleristi orgogliosi delle pepite che presentano. Touria El Glaoui, ideatrice di questa kermesse che si sviluppa tra New York, Londra e Marrakech, illustra le novità di questa edizione, con "una fiera che riunisce 22 espositori, provenienti da 12 paesi, con un'attenzione particolare all'esplorazione della scena artistica marocchina".
    Ed è proprio questo ritorno alle origini, al centro dell'arte marocchina, la più evidente novità dell'anno. Touria El Glaoui che nel 2013 ebbe l'idea della fiera 1-54, lo spiega nel cortile d'ingresso della Mamounia, l'hotel che ospita da sempre il cuore dell'evento: "I riflettori - dice - sono puntati sul territorio, più che in altre edizioni, ci sono sette gallerie con sede in Marocco, tra cui Loft Art Gallery, MCC Gallery e Galerie 38, che offrono al pubblico di estimatori un accesso privilegiato alla vivace scena artistica del paese". Quattro nuove gallerie internazionali si sono aggiunte per la prima volta alla fiera: Ellephant (Montréal, Canada), Imvelo Art Studios (Lusaka, Zambia), The Art Affair (Luanda, Angola) e The Lobster Edition (Londra/Tunisi).
    Il programma si estende poi nel corso della settimana in tutta la città, con tavole rotonde, dibattiti e progetti speciali. Tra i momenti salienti figurano la mostra personale di Elladj Lincy Deloumeaux nella sede di Le Monde des Arts de la Parure (MAP), quattro mostre all'Al Maaden Museum of African Contemporary Art (MACAAL), tra cui una collettiva di Prune Nourry e Yassine Balbzioui. Gli artisti presenti a 1-54 Marrakech 2026 provengono da tutto il continente africano, c'è Samuel Nnorom (Nigeria), Khanyi Mawhayi (Sudafrica), e, ancora, Aïcha Snoussi (Tunisia), Roland Dorcély (Haiti) e Girma Berta (Etiopia), tra gli altri.
    Ma c'è soprattutto la matericità dell'arte africana che non riesce a chiudersi nei confini di una semplice tela e deborda oltre la cornice con stoffe che creano gli abiti delle donne ritratte.
    Ci sono volti realizzati con piccoli chiodi e la ceramica che si fa portatrice di diritti. Come negli anni precedenti, 1-54 Marrakech offrirà un programma completo di eventi e progetti speciali, in collaborazione con istituzioni locali e internazionali, tra cui la Fondazione TGCC e DADA.
    La galleria Le 18 presenterà "Organic Knowledge", una mostra a cura di Maud Houssais e Morad Montazami. Il Museo Yves Saint Laurent di Marrakech proporrà tre mostre, tra cui una dedicata al fotografo David Seidner, mentre le gallerie del quartiere di Gueliz ospiteranno inaugurazioni ed eventi serali. Alla Galerie 38, "Think outside the Blue", riunisce quattro artiste marocchine attorno a una riflessione condivisa sul colore blu, considerato come uno spazio di libertà, sensibilità e sperimentazione artistica.