(di Francesca Chiri) (ANSA) - ROMA, 28 MAG - C'è la riflessione sulla memoria, come necessario punto di ripartenza, con il Monumento ai Martiri delle Fosse Ardeatine a Roma e con Monumento ai Caduti nei campi di sterminio nazisti a Milano. C'è la raccolta di materiali d'archivio, incentrata sui grandi temi culturali e sociali affrontati da architetti e urbanisti nell'Italia democratica e neo-repubblicana. C'è lo slancio verso la nuova museografica con autori come Carlo Scarpa, Franco Albini e Franca Helg, BBPR. Ci sono le sfide infrastrutturali, con i progetti della stazione di Napoli Centrale o la riqualificazione a Milano di piazza Cadorna di Gae Aulenti e Marco Buffoni.
    Il 2 giugno 1946 nasce la Repubblica e con lei, dopo il periodo di inattività forzata della guerra, riprende il suo cammino anche l'architettura e l'urbanistica italiana, chiamata a dare risposte alle istanze democratiche imposte dalla nuova società.
    Insomma, anche l'architettura si prepara a mostrare la sua "vitalità" e proprio in occasione dell'80° anniversario della Repubblica, il Maxxi, Museo nazionale delle arti del XXI secolo, dedica una grande mostra all'architettura italiana, raccontandone il passaggio dal dopoguerra al nuovo secolo con uno sguardo sul ruolo, oggi riconosciuto a livello internazionale, di una nuova generazione di architette e architetti italiani. Ma anche aprendo uno sguardo sul futuro.
    L'esposizione celebra infatti i grandi temi architettonici in cui si è distinta l'Italia repubblicana, per poi giungere al cuore della narrazione con una selezione di progetti esemplari realizzati negli ultimi anni da autori italiani in Italia e nel mondo.
    Nella mostra "Vitalità dell'architettura italiana 1946-2026", ha spiegato Pippo Ciorra che ha curato il progetto con Elena Tinacci, c'è "passato, presente e futuro: a apriamo con un omaggio al monumento ai caduti dei campi di concentramento, raccontiamo cosa è successo per grandi temi nell'architettura italiana dal dopoguerra fino alla fine del secolo, e quindi prima di tutto la ricostruzione della casa, poi i musei, la consapevolezza dell'heritage, poi l'istruzione, le scuole, poi i grandi spazi pubblici, le infrastrutture, e poi abbiamo introdotto il lavoro di otto studi" della nuova generazione di architetti". Quelli, ha spiegato Tinacci, "che noi chiamiamo Next Generation che abbiamo fatta interpretare dai finalisti del concorso Next per progettisti under 40 chiamati ogni 2 anni a proporre un progetto per un'installazione estiva nella piazza del Maxxi".
    La mostra che raccoglie le voci delle figure più autorevoli dell'architettura italiana a cavallo del millenni - con interviste a Stefano Boeri, Maria Giuseppina Grasso Cannizzo, Massimiliano Fuksas, Renzo Piano, Franco Purini, Elisabetta Terragni, Paola Viganò, Cino Zucchi - è stata inaugurata dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del Ministro della Cultura Alessandro Giuli. Con loro anche alcuni degli gli architetti con le cui parole si apre la mostra, da Boeri a Purini, a Terragni, Viganò e Zucchi.
    "In ogni epoca e a ogni latitudine, l'architettura è stata, e continua a essere, una forma emblematica e autorevole con cui una civiltà racconta sé stessa" ha osservato il ministro della Cultura, Alessandro Giuli. E questa mostra ha osservato Lorenza Baroncelli, direttrice del Maxxi Architettura e Design contemporaneo, guarda "nell'eredita del passato, nella tensione del presente e nella fiducia per il futuro".
    Per la presidente della Fondazione Maxxi Maria Emanuela Bruni, la mostra sottolinea la vocazione e la missione fondativa del Museo che, a fianco al museo di arte, ha previsto il primo e unico museo nazionale di architettura con l'obiettivo di valorizzare e archiviare il patrimonio del Paese: "Oggi - ha detto ringraziando il Capo dello Stato - rendiamo omaggio a una straordinaria stagione di creatività e di impegno civile".
    La mostra è aperta al pubblico dal 29 maggio al 15 novembre 2026. (ANSA).