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(ANSA) - BOLOGNA, 02 OTT - La tomba, il tesoro, la maledizione: è dedicata a Tutankhamon la nuova mostra che da sabato 3 ottobre apre a Palazzo Belloni, con la partecipazione dell'archeologo ed egittologo Zahi Hawass. Un percorso immersivo e interattivo che accompagna il pubblico nella vita, nella morte e nei rituali dell'Antico Egitto attraverso oltre 100 repliche di reperti, fotografie storiche e ricostruzioni degli ambienti della celebre tomba scoperta da Howard Carter nel 1922.
L'esposizione ripercorre i passi dell'archeologo britannico dall'ingresso della tomba fino all'anticamera, alla camera funeraria e alla Stanza del Tesoro. Tra le esperienze proposte anche un avatar di Howard Carter, che dialoga con i visitatori, un Libro Magico animato, un'esperienza in realtà virtuale e tre riproduzioni delle oltre 1.400 fotografie realizzate durante gli scavi da Harry Burton.
Particolare attenzione è dedicata alla complessa vicenda familiare del giovane faraone. Tutankhamon era figlio di Akhenaton, il sovrano che aveva imposto una radicale trasformazione religiosa e trasferito la capitale ad Amarna. La mostra racconta anche il rapporto con la famiglia reale e le conseguenze delle unioni tra consanguinei, che secondo gli studi hanno contribuito alle condizioni fisiche del faraone. Il cuore del percorso è la ricostruzione della camera funeraria, con il sarcofago in quarzite e i tre sarcofagi che custodivano la mummia, fino alla celebre maschera funeraria. In mostra anche il trono con la rappresentazione della moglie Ankhesenamon, i letti funerari, i sandali e altri oggetti della vita quotidiana deposti nella tomba.
"La Stanza del Tesoro introduce invece i visitatori ai rituali legati alla vita ultraterrena, - ha spiegato la direttrice della mostra Lisa Manzi - con la riproduzione del sacrario e dei vasi canopi destinati a conservare gli organi del defunto. Un approfondimento è riservato alla mummificazione, un processo che durava tradizionalmente 70 giorni e prevedeva l'essiccazione del corpo con il natron, l'estrazione degli organi e l'avvolgimento nelle bende impregnate di resina". A chiudere il percorso è una sezione dedicata alla morte e alla figura del faraone bambino, divenuto dopo la scoperta di Carter uno dei personaggi più celebri dell'antico Egitto. La mostra punta così a restituire, attraverso reperti ricostruiti e tecnologie immersive, l'emozione della scoperta del 1922 e il mondo che per millenni aveva custodito il giovane sovrano. La mostra resterà aperta fino al 2 maggio 2027. (ANSA).


