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Si intitola "Gino Severini. Modernità come dialogo" la mostra internazionale con cui Cortona (Arezzo) celebra, dal 5 luglio all'1 novembre al Museo dell'Accademia etrusca e della Città di Cortona a palazzo Casali, il 60mo anniversario della morte del grande artista cortonese (1883-1966).
L'esposizione, curata da Daniela Fonti e Margherita d'Ayala Valva, propone un percorso di ricerca con taglio critico e riunisce oltre 80 opere tra dipinti e disegni provenienti da importanti musei italiani ed esteri e da prestigiose collezioni private. La mostra è accompagnata da documenti originali, materiali d'archivio e testimonianze fotografiche che ricostruiscono il contesto storico e culturale dell'opera di Severini, oltre a un'installazione multimediale immersiva realizzata da LimenXr, che utilizza visori 3D per ricreare il mondo artistico dell'inizio del Novecento. Tra le opere di maggiore rilievo figura "La danse du Pan Pan à Monico" (1911-1960), prestata eccezionalmente dal Centre Pompidou di Parigi, esposta in Italia solo una volta negli ultimi 35 anni.
Il percorso espositivo si articola in cinque sezioni e ripercorre le principali fasi della carriera dell'artista: dagli esordi divisionisti e la stagione futurista, fino al dialogo con il cubismo francese, il ritorno al classicismo e il rapporto tra arte sacra e modernità sviluppato nel secondo dopoguerra in Svizzera. Ampio spazio è dedicato al ruolo di Severini come mediatore culturale tra Italia e Francia e tra avanguardie europee, con confronti con artisti come Boccioni, Balla, Carrà, Picasso e Soffici, oltre a riferimenti ai maestri medievali e rinascimentali toscani. "Con questa mostra Cortona rende omaggio a uno dei suoi figli più illustri, un artista che ha saputo costruire dialoghi tra culture, linguaggi e tradizioni», ha dichiarato il sindaco Luciano Meoni, sottolineando il valore internazionale dell'iniziativa.


