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Cento fotografie in bianco e nero che raccontano l'Italia nei vent'anni successivi alla seconda guerra mondiale. Il Museo Diocesano Carlo Maria Martini di Milano dedica una mostra a Federico Garolla (Napoli, 1925 - Milano, 2012), uno dei fotografi più rilevanti della storia italiana degli anni Cinquanta e Sessanta. A raccontare un'Italia devastata dal conflitto ma che ha lo slancio e la voglia di rinascere sono le persone e infatti si intitola proprio 'Gente d'Italia. Fotografie 1948-1968' l'esposizione che si potrà visitare dal 19 novembre 2026 al 4 aprile 2027, a cura di Isabella Garolla e Uliano Lucas.
Attraverso lo sguardo di Garolla prende forma il racconto di un Paese che, dopo la devastazione del conflitto, ritrova gradualmente fiducia e slancio, ponendo le basi di quello che sarebbe stato in seguito definito il 'Miracolo italiano'. Un percorso in cui emerge la volontà di un popolo di ricostruire non solo città e infrastrutture, ma soprattutto la propria identità e il proprio futuro. Garolla immortala una nazione in bilico tra tradizione e modernità, documentando la ripartenza del Paese tanto nella sua dimensione quotidiana, come si vede negli scatti in cui ritrae la vita della gente comune, quanto prestando attenzione al mondo della cultura e dello spettacolo. Dal suo lavoro scaturisce una riflessione sulla società, sull'umanità, sui cambiamenti e le contraddizioni del suo tempo.
Giornalista e fotogiornalista, dagli anni Quaranta Federico Garolla realizza centinaia di reportage per prestigiose testate italiane e straniere. Il suo obiettivo restituisce paesaggi, volti di gente comune, ma anche personaggi famosi, pittori come Renato Guttuso e Massimo Campigli, scrittori come Elsa Morante e Giuseppe Ungaretti, ma anche stilisti, musicisti, attori e attrici di cinema e teatro, con un occhio sempre discreto e sempre attento anche alle tematiche sociali.


