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(ANSA) - MILANO, 24 MAR - Un labirinto da attraversare, spazi da abitare, opere che prendono forma con la presenza del pubblico. Al Pirelli HangarBicocca, a Milano, l'arte diventa esperienza condivisa con "The House That Jack Built", mostra dedicata a Rirkrit Tiravanija, tra i principali esponenti dell'arte relazionale contemporanea. Dal 26 marzo al 26 luglio lo spazio ex industriale ospita la prima retrospettiva focalizzata sulla dimensione architettonica e spaziale del lavoro dell'artista, a cura di Lucia Aspesi e Vicente Todolí.
Nelle Navate, uno dei luoghi simbolo di HangarBicocca, il percorso si sviluppa come un ambiente articolato e immersivo, concepito come un labirinto che guida il visitatore tra diverse installazioni.
Il progetto riunisce opere ispirate a edifici iconici del Modernismo, rielaborati e trasformati in strutture accessibili e attraversabili. Tra queste una piattaforma a spirale pensata per performance e incontri, tende utilizzate come spazi di sosta e visione, un piccolo cinema e ambienti dedicati alla musica e alla socialità.
Al centro del percorso anche una casa in scala progettata per attività con i bambini e installazioni che rielaborano modelli architettonici storici, reinterpretati in chiave contemporanea.
"Per me l'importante è che le persone abbiano la loro propria esperienza, che si sentano loro stesse", ha spiegato Tiravanija alla presentazione della mostra. "Le persone si trovano in un luogo dove possono fare cose che normalmente non fanno, e incontrare chi non incontrerebbero", ha aggiunto.
La mostra attraversa temi come comunità, ospitalità e globalizzazione, riflettendo sul ruolo degli spazi come luoghi di relazione. "Viviamo in un mondo connesso ma in realtà molto frammentato. Quello che mi interessa è riunire le persone", ha sintetizzato l'artista.
"Si tratta di una ricerca spaziale e architettonica che accompagna Tiravanija fin dall'inizio del suo percorso e che, paradossalmente, non era mai stata affrontata in modo organico in una mostra", ha spiegato la curatrice Lucia Aspesi. "Ci sembrava quindi importante oggi metterla in luce come elemento centrale del suo lavoro". "La mostra cambia completamente quando non c'è il pubblico: è la presenza delle persone a definirla", ha sottolineato il curatore e direttore artistico Vicente Todolí. "L'artista può avere grandi idee, ma è l'uso che ne fanno le persone a determinare davvero l'opera", ha concluso.
(ANSA).


