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(di Laura Valentini) (ANSA) - ROMA, 14 FEB - Un progetto artistico diffuso e ambientato in luoghi da tempo chiusi e restituiti ora alla collettività approda a Parma con la firma di Brian Eno, uno dei più importanti musicisti contemporanei. A quattro anni dalla sua ultima creazione italiana e dopo il Leone d'Oro alla carriera conferitogli dalla Biennale di Venezia nel 2023, l'artista torna in Italia per abitare e reinventare, dal 30 aprile al 2 agosto, gli spazi di due dei complessi culturali più rappresentativi della città: il Complesso Monumentale di San Paolo e l'Ospedale Vecchio. In particolare per quest'ultimo gli imponenti spazi della Crociera saranno sede di "My Light Years", la collezione più completa mai realizzata delle installazioni e opere audiovisive di Brian Eno, esposte assieme in un unico luogo, un vasto e monumentale complesso architettonico restituito alla sua vocazione collettiva. "Sono felice che le mie opere siano ospitate all'Ospedale vecchio - commenta l'artista britannico in un intervento video oggi alla conferenza stampa di presentazione del progetto - è un edificio enorme ed è stata una vera e propria sfida capire come distribuire le opere in uno spazio così grande. Alcune sono contemporanee, come Face to face del 2022, ma la maggior parte sono più datate e includono alcune delle primissime installazioni luminose che ho realizzato negli anni '70. Sarà uno spettacolo vario e richiederà al pubblico lunghe camminate", spiega. Nel Complesso di San Paolo sarà invece ospitato 'Seed', progetto artistico che si articola in due fasi: la prima prevede la presentazione al pubblico, per un periodo di circa tre mesi, dell'installazione audio site-specific 'Installation for Giardini di San Paolo', creata da Brian Eno con le parole della scrittrice turca Ece Temelkuran. "Le opere riempiranno questo spazio bellissimo che è uno spazio segreto e che e stato chiuso per molti anni, ne celebreremo il re-opening" afferma ancora l'artista che spera "di venire a Parma in futuro".
Installation for Giardini di San Paolo si compone di molteplici tracce di musica generativa, tutte diverse, composte da Eno e diffuse sull'intera area di 8.000 metri quadrati dei Giardini di San Paolo. Saranno i visitatori a creare la loro personale colonna sonora, muovendosi liberamente all'interno dello spazio. In una seconda fase, come spiegato dal curatore di entrambi i progetti Alessandro Albertini, verrà fatta un'operazione di field recording e l'opera impressa su vinile - stampato in un'unica copia e a cura dello stesso Eno - sarà integrata nella collezione permanente della Casa del Suono, a testimonianza della collaborazione tra l'artista britannico e la Città di Parma.
"La mia sensazione è che fare arte possa essere più utilmente pensato come il giardinaggio: pianti alcuni semi e poi inizi a osservare cosa succede tra loro, come prendono vita e come interagiscono" riflette Brian Eno. Un approccio che il musicista e produttore, classe 1948, definisce generativo. "Proprio come un giardino è diverso ogni anno, anche un'opera d'arte generativa potrebbe essere diversa ogni volta che la vedi o la senti. L'implicazione è che un'opera del genere non è mai veramente finita, non c'è mai uno stato finale" dice. Felice di avere portato a termine un progetto "estremamente complesso" i il vicesindaco e assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Parma, Lorenzo Lavagetto, spiega che accogliere l'immaginario sonoro e visivo di Brian Eno "significa offrire alla città un'opportunità culturale straordinaria" e scommettere sulla sua vocazione internazionale. Promossi dal Comune di Parma, "My Light Years" è sostenuto da Fondazione Cariparma, mentre Seed, come sottolineato dal vicesindaco, ha vinto il bando PAC2025 promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. (ANSA).


