(ANSA) - POTENZA, 15 MAG - La dedica alle donne vittime di femminicidio, con la bandiera della Città di Potenza che apre il corteo con un fiocco rosso; l'ottavo centenario della morte di San Francesco d'Assisi, rappresentato dai frati; la pace. Sono questi i temi dominanti della "Storica Parata dei Turchi", evento riconosciuto come patrimonio d'Italia, che animerà Potenza nella serata di venerdì 29 maggio.
    Il via dallo stadio Viviani alle ore 19, per raggiungere largo Duomo dove ci sarà un momento di preghiera a conclusione della Parata; in piazza Matteotti, di fronte al Palazzo di Città, uno dei suoi portatori, accenderà la Iaccara, torcia di canne alta 12 metri, dopo averla scalata.
    Saranno 1.100 i figuranti che in costume rievocheranno in un lungo corteo storico l'invasione dei Turchi e la liberazione della città che, secondo le leggende, avvenne grazie all'intervento di San Gerardo La Porta, patrono del capoluogo lucano, che si celebra il giorno dopo con le manifestazioni religiose. Quelle civili prenderanno il via il giorno 26 con la "Cantina del portatore", organizzata dall'Associazione dei "Portatori del Santo", che prevede tre giorni di festa in centro storico con altrettanti concerti del "Potenza Folk Festival", mentre la chiusura è con un concerto in piazza, organizzato dal Comune, per la sera del 3'0 maggio.
    "Anche quest'anno, facendo fronte a mille difficoltà, non ultime quelle economiche - ha detto il sindaco Vincenzo Telesca, durante la conferenza di presentazione dell'evento, tenuta con l'assessore alla cultura, Roberto Falotico - siamo riusciti a regalarci l'evento che tutti i potentini e le decine di migliaia di ospiti che arrivano in città per l'occasione, attendono con impazienza". "L'attaccamento e la devozione a San Gerardo Vescovo - ha commentato Falotico - fa sì che ancora una volta la Storica Parata dei Turchi non sia un semplice girovagare, ma l'espressione autentica di partecipazione collettiva. L'orgoglio di una comunità è tale quando tutti, dalle realtà più lontane a quelle più prossime al centro, sanno fare unità, sanno trasmettere quel senso di appartenenza e fratellanza, unico ingrediente per renderci forti". (ANSA).