Arriva a Roma nel mese di marzo la prima e più completa esposizione italiana dedicata interamente a Katsushika Hokusai (1760-1849), l'autore di quadri iconici come la celebre 'Grande onda presso Kanagawa' e artista che ha influenzato gran parte dell'arte occidentale a partire da Monet, Van Gogh e tutti gli Impressionisti. 'Hokusai. Il grande maestro dell'arte giapponese' apre il 27 marzo a Palazzo Bonaparte e ripercorre con oltre 200 opere tra cui proprio la 'Grande Onda' l'intero arco creativo dell'artista, figura chiave della cultura visiva universale, comprese le celebri vedute del Monte Fuji.

Ad anticipare temi e contenuti della mostra organizzata in occasione delle celebrazioni per i 160 anni di relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone, oggi presso la Sala del Refettorio di Palazzo San Macuto è stato il convegno "Hokusai - Il grande maestro dell'arte giapponese" aperto da un messaggio del vicepresidente della Camera, Giorgio Mulè letto dal presidente della commissione Cultura Federico Mollicone. Hokusai, ha sottolineato Mollicone, come artista è stato il "ponte ideale tra Oriente e Occidente: nessun autore ha influenzato la cultura europea con tale intensità". Maestro dello stile Ukiyo-e, "dall'energia spirituale travolgente, lui stesso amava definirsi il 'vecchio pazzo per la pittura'", ha ricordato ancora il presidente della commissione Cultura della Camera, Hokusai è protagonista di una mostra-evento che nasce da una "virtuosa triangolazione diplomatica" di cui oltre a Italia e Giappone è protagonista la Polonia. Dal Museo nazionale di Cracovia - forte di una delle più belle collezioni di arte giapponese d'Europa grazie alla meravigliosa raccolta di fine Ottocento del collezionista Feliks Jasieński -provengono infatti le opere in mostra, in prestito per la prima volta in Italia.

"Questo dimostra come tutti i paesi possano unirsi nel nome dell'arte e della cultura così Roma incontra la Polonia e il Giappone" ha osservato il direttore del Museo di Cracovia Andrzej Szczerski. Pittore e incisore prolifico, Hokusai è conosciuto in tutto il mondo soprattutto per le sue stampe Ukiyo-e dove la natura, il movimento dell'acqua, il paesaggio, le figure femminili e la vita del popolo giapponese diventano protagonisti di una visione poetica e sorprendentemente moderna. A Roma ci saranno le opere legate alla tradizione quali Le cinquantatré stazioni del Tōkaido, passando attraverso tutti i suoi capolavori quali appunto la Grande Onda e le Trentasei Vedute del Monte Fuji, fino alle opere più rivoluzionarie quali i celebri Manga. Come spiegato dalla curatrice Beata Romanowicz la definizione 'manga' oggi usata per i fumetti giapponesi nasce proprio dalla definizione di Hokusai nell'accezione di "schizzi che fluiscono liberamente dal pennello" (in giapponese appunto manga). Oltre alle opere di Hokusai, la mostra presenta libri rarissimi e preziosi oggetti giapponesi, tra cui laccature, smalti cloisonné, accessori da viaggio, armature, elmi e spade, oltre a strumenti musicali classici. I costumi tradizionali accompagnano visivamente il racconto, creando una connessione tra arte, vita quotidiana e spiritualità. Promossa dal Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, con il patrocinio del Ministero della Cultura, dell'Ambasciata della Repubblica di Polonia in Roma, dell'Ambasciata del Giappone in Italia, della Regione Lazio e del Comune di Roma - Assessorato alla Cultura, la mostra -curata da Beata Romanowicz - è realizzata in collaborazione con il Museo Nazionale di Cracovia ed è prodotta e organizzata da Arthemisia.