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(di Laura Valentini) (ANSA) - ROMA, 10 FEB - Un artista poco o per nulla apprezzato dalla critica, ma quasi universalmente conosciuto e amato dal grande pubblico visto che alcune sue opere sono state riprodotte in milioni di copie: Jack Vettriano, all'anagrafe Jack Hoggan, è infatti l'autore di The Singing Butler (Il maggiordomo che canta), ormai entrata nell'immaginario popolare e che figura nella mostra in arrivo a Roma, a Palazzo Velli, dal 12 febbraio e fino al 5 luglio, con l'iconica coppia che balla in riva al mare, lei in abito da sera rosso, lui in smoking, in una giornata uggiosa e ventosa, protetta dagli ombrelli aperti da una cameriera e da un maggiordomo che canticchia 'Fly me to the moon' di Frank Sinatra.
L'opera è riprodotta su carta museale a tiratura unica e firmata dall'artista che volle questa personale, 'Jack Vettriano' (inaugurata a Bologna poco prima della sua scomparsa un anno fa) con l'obiettivo preciso di farsi conoscere meglio in Italia: il dipinto originale nel 2004 è stato battuto da Sotheby's per quasi 750.000 sterline.
Realismo e immaginazione, donne sospese nell'attesa che qualcosa avvenga, di fronte a un bicchiere, in un diner o in una vasca da bagno: come un regista Vettriano osserva i suoi soggetti dall'esterno, con sguardo misurato e rispettoso, anche quando i soggetti sono donne 'fotografate' nell'atto di sedurre.
"La mostra propone circa 80 opere, il cui nucleo era stato concordato con l'artista proprio per questa esposizione", racconta la curatrice Francesca Bogliolo spiegando che al centro della mostra c'è "la sua volontà di lavorare sul non detto, viene spiegato come mai lui abbia scelto sempre come soggetto queste femminilità delicate da una parte e intriganti dall'altra; si racconta la storia di un uomo fatto di luce e di ombra che inevitabilmente finisce per far risuonare questa sua attitudine all'interno delle sue opere. Insieme a lui - prosegue la curatrice - abbiamo costruito differenti sezioni: una dedicata alle marine, perché l'hanno reso celebre con questa atmosfera soffusa di persone danzanti o che sostano in spiaggia, figure di spalle che permettono allo spettatore di addentrarsi simbolicamente all'interno del quadro e diventarne soggetto".
Quindi le donne, "la grande passione della sua vita, ma espressa in modo molto elegante - sottolinea Bogliolo - le sue donne sembrano tutte delle dive del cinema, attirano lo sguardo ma non è mai uno sguardo volgare, è come se fossero colte nella loro intimità, con rispetto ma anche una profonda curiosità".
Poi ci sono le opere dedicate alla danza che è anche un po' "la metafora della vita", con tre coppie a volte ritratte mentre danzano e ruotano verso l'orizzonte come se il movimento continuo rispecchiasse gli anni che passano. "Poi c'è un'ultima parte legata alla seduzione, più erotica però mai esplicita, c'è sempre la stessa tensione della danza ma che si evolve" osserva ancora la curatrice.
La mostra, organizzata da Chiara Campagnoli, Deborah Petroni e Rubens Fogacci di Pallavicini srl, in collaborazione con Jack Vettriano Publishing, oltre alle 80 opere, tra cui dieci olii su tela, e alla serie di lavori su carta museale propone anche un ciclo di fotografie scattate nello studio dell'artista da Francesco Guidicini, ritrattista ufficiale del Sunday Times.
Classe 1951, cresciuto in Scozia nella contea di Fife, sulla costa scozzese del Mare del Nord, in una famiglia che ha sempre trovato impiego nelle attività estrattive, Hoggan inizia a lavorare precocemente e a 16 anni lascia la scuola per impiegarsi come apprendista tecnico minerario. Pittore autodidatta, nel 1988 riesce a esporre alla Royal Scottish Academy a Edimburgo; durante questa sua mostra d'esordio, nel primo giorno di apertura, entrambi i suoi dipinti sono venduti.
Trasferitosi a Edimburgo, assume il nome d'arte Vettriano, dal cognome della madre, figlia di un emigrante italiano della provincia di Frosinone. Nel 2004, la Regina Elisabetta II gli conferisce l'onorificenza Obe (Ordine dell'Impero Britannico) per i servizi alle arti visive. (ANSA).


