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(ANSA) - ROMA, 16 GEN - Un lavoro congiunto tra ricercatori e artisti, un dialogo che permette alla fotografia di diventare non semplice documento, ma strumento di interpretazione capace di far emergere connessioni e storie spesso invisibili. Un percorso che porta il pubblico dentro il lavoro della ricerca sui beni culturali, mostrando non solo ciò che del patrimonio è visibile, ma soprattutto ciò che solitamente resta nascosto: metodi, strumenti, competenze e interpretazioni che ogni giorno permettono di comprenderlo, conservarlo e raccontarlo. È questo lo spirito di Beyond Heritage. Un percorso fotografico tra arte e scienza, in mostra dal 17 gennaio al 28 febbraio nelle sale al pianterreno del Museo di Roma a Palazzo Braschi.
Il percorso si sviluppa attraverso fotografie, video, installazioni e materiali digitali, frutto di una collaborazione diretta tra i fotografi — Alessandro Cristofoletti, Mario Ferrara, Paolo Pettigiani, Claudia Sicuranza, Francesco Stefano Sammarco e Futura Tittaferrante — e i team di ricerca dei partner nazionali del progetto Changes, tra cui Sapienza Università di Roma, Università Ca' Foscari di Venezia, Università degli Studi Roma Tre, "Alma Mater Studiorum" Università di Bologna, Università degli Studi Federico II di Napoli, il Consiglio Nazionale delle Ricerche e molte altre istituzioni accademiche e culturali coinvolte nelle diverse linee progettuali.
Le immagini e le installazioni interattive in mostra raccontano le principali aree di ricerca applicata ai beni culturali: dall'archeobotanica, che permette di ricostruire gli ambienti e le ecologie del passato, al patrimonio moda come sistema complesso di memorie materiali e immateriali; dalle indagini sul paesaggio come intreccio dinamico tra storia, comunità e territorio, alle sperimentazioni sui digital twin che rendono accessibili nel tempo opere d'arte, allestimenti, collezioni e contenuti museali.
"La mostra non restituisce solo risultati: rende visibili i processi, le tecniche, le pratiche e le collaborazioni che trasformano il patrimonio in un uno strumento di scambio e conoscenza. È un omaggio alla rete interdisciplinare che sostiene il progetto Changes e alla sua capacità di costruire nuove forme di interpretazione e di tutela del patrimonio culturale" spiega il curatore Fabio Beltotto.
Promossa da Roma Capitale, assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili al Giorno della Memoria, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, organizzata dalla Fondazione Changes. Servizi museali: Zètema Progetto Cultura la mostra nasce nell'ambito del progetto Changes - Cultural Heritage Active Innovation for Sustainable Society, finanziato dal Pnrr e da NextGenerationEU, e che riunisce università, centri di ricerca e istituzioni culturali impegnate a ripensare il rapporto tra patrimonio, società e innovazione. (ANSA).


