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(ANSA) - ROMA, 16 OTT - Il cibo come nutrimento, piacere e convivialità, ma anche come simbolo di potere, identità, desiderio e disuguaglianza. Un linguaggio universale capace di attraversare epoche, culture e continenti, trasformandosi in uno strumento di espressione artistica. È questo il filo conduttore di 'Food. Il gusto nell'arte', la mostra che il Chiostro del Bramante di Roma ospita dal 17 ottobre al 29 marzo per celebrare i suoi trent'anni di attività espositiva. Curata da Suzanne Landau, l'esposizione riunisce 190 opere di oltre 60 artisti, dal Cinquecento ai giorni nostri, in un percorso che intreccia pittura, scultura, fotografia, video, installazioni, design e cinema. Sei sezioni tematiche accompagnano il visitatore alla scoperta delle molteplici interpretazioni artistiche del cibo: dai viaggi attraverso il mondo al suo rapporto con il corpo, dal gioco alla tradizione della natura morta, fino alle questioni ecologiche e alla dimensione dei ricordi. "Gli artisti hanno trasformato l'atto di nutrirsi e il cibo stesso in un linguaggio visivo, riflettendo su identità, politica, status sociale, piaceri e tabù. Il cibo è divenuto allegoria, metafora, atto di ribellione, espressione di amore, fatica, memoria e desiderio", spiega la curatrice. La mostra è un confronto tra passato e presente: se le nature morte barocche celebravano l'abbondanza e la bellezza dei prodotti della terra, gli artisti contemporanei utilizzano il cibo per interrogarsi sulle contraddizioni della società. Così Marina Abramović trasforma il gesto del mangiare in performance con 'The Onion', mentre David LaChapelle esplora l'immaginario del consumo attraverso la fotografia. Sam Taylor-Johnson, con 'Still Life', mostra in un video la decomposizione della frutta, trasformando la natura morta in una riflessione sul tempo. Non mancano le provocazioni, come 'Is it cake?' di Claire Fontaine, che reinterpreta l'orinatoio di Marcel Duchamp trasformandolo in una torta, né le riflessioni ambientali come 'Flooded McDonald's' del collettivo Superflex, che mostra un fast food sommerso dall'acqua, evocando il rapporto tra consumismo e crisi climatica. Infine due grandi installazioni immersive - 'Sweet Memories' di Simone Post e 'Pasta Shell Grotto' di Bompas & Parr - invitano i visitatori a entrare nelle opere. Ad arricchire la mostra ci sono laboratori, visite guidate, attività inclusive con l'Ospedale Bambino Gesù e Coldiretti e l'originale audioguida 'Il gusto di Roma', realizzata da Giovanni De Stefano. (ANSA).


