PHOTO
(ANSA) - REGGIO CALABRIA, 01 APR - È stata inaugurata al Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria l'installazione espositiva "Mediterranee. Architettura e Design per Gianni Versace", realizzata dal dipartimento di Architettura e design dell'Università Mediterranea di Reggio Calabria. La mostra resterà aperta fino al 3 maggio e si inserisce nell'ambito del programma espositivo della mostra Gianni Versace Terra Mater.
Magna Graecia Roots Tribute, curata da Sabina Albano e Fabrizio Sudano.
L'installazione rappresenta il risultato del lavoro interdisciplinare degli studenti dei corsi di Architettura, design e design per le culture mediterranee, che hanno reinterpretato l'immaginario mediterraneo di Versace, integrando le loro competenze progettuali con gli spazi e le architetture del Museo. Oltre al direttore del Museo, Fabrizio Sudano, sono intervenuti Giuseppe Zimbalatti, rettore dell'Università Mediterranea, Tommaso Manfredi e Consuelo Nava, coordinatori del comitato scientifico e curatoriale del progetto, Marinella Arena, Alessandra Barresi, Nino Sulfaro e Marina Tornatora, professori componenti del comitato scientifico e curatoriale, e una rappresentanza degli studenti coinvolti.
L'esposizione comprende una disposizione di totem figurati nella corte interna di Piazza Orsi, organizzati secondo una scomposizione geometrica ispirata alla "greca" ricorrente nelle creazioni del grande stilista, oltre a un videomapping sulla facciata principale del Museo, che trasforma l'architettura e lo spazio urbano in elementi attivi della narrazione visiva.
Sudano ha dichiarato che Il Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria "si conferma luogo aperto alla sperimentazione e al dialogo tra discipline e che gli spazi, l'architettura e le collezioni del Museo hanno agito come strumenti attivi della progettualità dei giovani progettisti, contribuendo a creare un dialogo continuo tra memoria, creatività e contemporaneità. In questo contesto, il confronto tra linguaggi progettuali e patrimonio culturale si traduce in un'esperienza capace di valorizzare le radici mediterranee attraverso nuove forme di interpretazione".
Zimbalatti ha dichiarato di essere "particolarmente soddisfatto dell'esito del progetto messo in atto dagli studenti del dAeD, nell'ambito dell'encomiabile collaborazione tra l'Università e il Museo archeologico nelle rispettive missioni culturali, didattiche e di ricerca". Missioni che l'Ateneo reggino "persegue costantemente trasferendo alle giovani generazioni gli strumenti per diventare attori primari della promozione e della valorizzazione delle tante eccellenze espresse dal territorio fertilissimo di memorie storiche e di prospettive future di cui l'Università e il Museo sono presidi imprescindibili".
L'installazione si integra con le collezioni permanenti, compresi i Bronzi di Riace, e con la stessa architettura del Museo, creando relazioni visive e dialoghi progettuali attivi.
(ANSA).


