(ANSA) - MILANO, 09 GEN - Dialogo fra l'arte antica e l'arte contemporanea, la grande fotografia con le opere di Werner Bischof, una riflessione sulla cura e l'Alzheimer attraverso l'esperienza della rsa Sacra Famiglia: con il programma espositivo del 2026 il museo Diocesano Carlo Maria Martini di Milano "vuole continuare a essere per Milano e per la Diocesi uno spazio di incontro e riflessione dove arte, memoria e comunità si intrecciano, offrendo esperienze culturali significative e accessibili a tutti".
    Così ha spiegato la direttrice Nadia Righi presentando gli appuntamenti del prossimo anno del museo che nel 2025 è stato visitato da 91mila persone, in crescita rispetto all'anno precedente.
    Ancora per qualche giorno restano visitabili le mostre 'Lorenzo Lotto. La Natività' (fino al primo febbraio) ed 'Elio Ciol. Sguardi e silenzi' (fino al 15). Inaugurerà invece il 19 febbraio 'Hans Memling. La Crocifissione. Quattro artisti contemporanei attorno a un capolavoro', a cura di Valeria Cafà, Giuseppe Frangi e Nadia Righi. In un percorso realizzato in collaborazione con Casa Testori, l'esposizione, in programma fino al 17 maggio, mette in dialogo il capolavoro dell'autore tedesco fiammingo, che arriva in prestito dai Musei Civici di VicenzA, con le opere di Stefano Arienti, Matteo Fato, Julia Krahn e Danilo Sciorilli, invitati a confrontarsi con la forza visiva e spirituale della tavola.
    Dal 3 marzo al 3 maggio sarà visitabile l'esposizione N'on dimenticarti. La cura dell'Alzheimer e l'esperienza di Sacra Famiglia', progetto con la curatela di Giovanna Calvenzi e le fotografie di Marianna Sambiase, educatrice presso il Nucleo Alzheimer della RSA San Pietro di Sacra Famiglia, che raccontano l'Alzheimer e e persone che ne sono affette. Immagini a cui si aggiungono quelli realizzati nel 1946 da Enrico Zuppi e quelle di Gianni Berengo Gardin realizzate alla Sacra Famiglia nel 2011.
    E' dedicata alla grande fotografia la terza mostra in programma dal 19 maggio al 18 ottobre: 'Point of View' che in un percorso diviso in quattro sezioni ripercorre attraverso un centinaio di fotografie d'epoca la vita professionale di Werner Bischof dagli esordi in Svizzera, agli scatti durante e al termine della Seconda Guerra Mondiale, ai resoconti in India, Giappone, Corea, Hong Kong e Indocina fino ai viaggi in Nord e Sud America degli anni Cinquanta, dove morì in un incidente d'auto. (ANSA).