Gli spazi del Padiglione Italia alla Biennale Arte di Venezia, al via il 9 maggio, saranno animati da 'Con te con tutto' di Chiara Camoni. La mostra, a cura di Cecilia Canziani, è una chiamata a raduno, un invito a costruire un diverso modo di stare al mondo attraverso l'incontro e la condivisione con le altre forme di vita, lasciando spazio alla meraviglia, al sentire, al dialogo, alla contemplazione, al fluire del tempo che tutto trasforma.

"Con te con tutto - spiega Canziani - si articola come un'installazione unica che coinvolge l'intero Padiglione e lo immagina come un paesaggio in trasformazione, in cui il corpo della scultura e i corpi dei visitatori sono invitati a uno scambio reciproco. Chiara Camoni fa parte di una costellazione di pensatrici e artiste impegnate a 'reincantare il mondo'. Il suo lavoro si inscrive nell'alveo di una riflessione italiana sulla scultura caratterizzata dalla decostruzione del rapporto con il monumento e dal recupero di materiali tradizionali come la terracotta".

L'esposizione si compone di opere realizzate appositamente e lavori esistenti, secondo una pratica combinatoria, di riutilizzo e risemantizzazione. Plastiche riciclate, scarti di lavorazioni industriali, oggetti trovati, insieme ad altri materiali usati dall'artista raccontano il paesaggio contemporaneo, invitandoci a riconoscere la bellezza anche nello scarto.

La prima tesa, in penombra, ospita un silenzioso bosco di figure: oltre venti statue in ceramica, poco più alte rispetto alla scala umana eppure ieratiche, modellate a colombino o composte di una miriade di piccoli elementi. Sono tutte diverse le une dalle altre: alcune hanno lineamenti più definiti, un volto, un corpo riconoscibile, mentre altre hanno una forma aperta. Sono fatte di argilla, adornate con arbusti, conchiglie, pietre ma anche frammenti di plastica e rifiuti trovati negli immediati dintorni dello studio dell'artista. Questa foresta di figure minerali e vegetali si fa attraversare dagli spettatori e dalle spettatrici, invitando a cercare una relazione tra il proprio corpo e quello della scultura. La seconda tesa appare in piena luce con alcune grandi figure femminili reclinate, modellate dall'artista in terracotta, che fanno da raccordo tra primo e secondo ambiente.

Queste architetture domestiche accolgono al loro interno Dialoghi: una punteggiatura di opere che mettono in relazione il lavoro di Camoni con altri linguaggi, figure e cronologie, concepita e progettata da Fiammetta Griccioli e Lucia Aspesi, tra cui Fausto Melotti, Alberto Martini, Marisa Merz, artefatti come un'anfora databile alla fine del VII secolo a.C, oggetti e due commissioni inedite.