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Ottanta dipinti, disegni e stampe per esplorare la nascita di alcuni generi pittorici in Europa attraverso la dinastia dei Brueghel, famiglia di pittori fiamminghi che nel Seicento arrivò anche a Milano: è questo l'obiettivo della mostra 'I Brueghel. Le origini dei generi pittorici in Europa' in programma fino al 31 gennaio a Palazzo Reale.
Dopo le mostre su Hieronymus Bosch e su Albrecht Dürer, continua quindi l'esplorazione della "genesi polifonica del Rinascimento europeo, non un fenomeno esclusivamente italiano" come ha sottolineato alla presentazione l'assessore milanese alla Cultura Tommaso Sacchi. Come già le due esposizioni precedenti, anche questo progetto ha la firma di Bernard Aikema con la curatela di Carlotta Striolo.
"Protagonisti di questa nuova esposizione sono i Brueghel, una dinastia che ha segnato la storia dell'arte europea" ha aggiunto. Divisa in cinque sezioni, la mostra - promossa da Comune di Milano - Cultura e prodotta da Palazzo Reale e 24 Ore Cultura - Gruppo Il Sole 24 Ore - si apre con 'la nascita di un brand ovvero l'opera del capostipite Pieter Brueghel il vecchio, che in qualche modo ha fatto 'tornare' sulla terra le opere di Bosch creando opere con una miriade di figure dettagliate, non più fantasiose e immaginifiche, ma terrestri come la vita contadina e i paesaggi. E con lui il figlio Pieter Brueghel il giovane ha continuato l'opera paterna 'ordinando' i modelli: i paesaggi innevati, la vita festosa dei contadini, le nature morte.
La seconda sezione è dedicata all'effetto Brueghel sui pittori successivi. La terza si concentra sui 'Proverbi o modi di dire', un 'genere' partito da una invenzione Pieter Brueghel il vecchio poi diventato uno dei dipinti più emblematici di Pieter Brughel il giovane. Proverbi, del 1607 qui in mostra, proveniente dal Lier Stadsmuseum, che riporta decine di proverbi e modi di dire.
La quarta sezione mostra la diversificazione dei generi, mentre la quinta è dedicata a Jan Brueghel il Vecchio (figlio di Peter Brueghel il vecchio) che non rimase ad Anversa ma viaggiò per l'Europa arrivando in Italia, anche a Milano su invito di Federico Borromeo che con lui ebbe una proficua corrispondenza.
Ne sono testimonianza alcune delle opere in mostra fra cui Fiori in un bicchiere e Paesaggio boscoso con mulino che fanno parte della collezione della Pinacoteca Ambrosiana, primo museo di Milano fondato proprio dal Borromeo.


