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(ANSA) - NAPOLI, 13 MAG - A Napoli i grandi musei fanno squadra: e così nell'atrio del Mann fino all'8 giugno la statua dell'Artemide Efesia (II secolo d.C.) dialoga con Il Sacrificio a Diana d'Efeso (1790 circa) di Filippo Tagliolini, biscuit appena entrato nelle collezioni del Museo e Real Bosco di Capodimonte. E' un' anteprima in attesa della storica apertura del cabinet delle porcellane annunciata per il 12 giugno. L'eco di Artemide nasce dal forte legame tra le antichità farnesiane e la Real Fabbrica di Napoli.
"Costruire connessioni di tempi e identità: con questo presupposto accogliamo l'installazione come primo passo di un percorso culturale che ci porterà a raccontare la fortuna storica e l'attualità delle nostre collezioni. Partiamo dal nostro Atrio, punto di accoglienza dei visitatori e dal dialogo con Capodimonte", dichiara il direttore dell'Archeologico Nazionale Francesco Sirano definendo la mostra "apripista di una buona pratica di sinergia interistituzionale, per comunicare l'eccezionalità dei nostri beni archeologici e storico-artistici". Mann e Capodimonte quindi come musei gemelli': le collezioni erano infatti unite nella sede dell'attuale Mann fino al 1957, anno di costituzione della pinacoteca nazionale nella reggia.
"La recente acquisizione da parte del Ministero della Cultura per Capodimonte, che ha permesso alla preziosa opera proveniente dal mercato antiquario di rimanere in Italia - sottolinea il direttore di Capodimonte, Eike Schmidt - è stata una bella occasione. Grande è la suggestione nell'ammirare la porcellana settecentesca accanto alla scultura che ne ispirò la creazione.
Al Museo e Real Bosco di Capodimonte, avremo da giugno quattordici sale più due, tutte dedicate alla porcellana, in un percorso che per la prima volta rende accessibile al pubblico una delle collezioni più grandi e importanti al mondo di questa arte preziosissima".
L'Artemide Efesia, in alabastro e bronzo, appartiene al nucleo costitutivo cinquecentesco della Collezione Farnese, trasferita nel 1788 da Roma a Napoli ed è una delle repliche della statua di culto del santuario di Efeso. Gli elementi tondeggianti disposti su più file tradizionalmente identificati come mammelle, sono da interpretare come gli scroti dei tori che venivano offerti alla dea. Nel 1796, la scultura è censita negli inventari del Nuovo Museo e Fabbrica della Porcellana di Napoli, dove fu riprodotta in creazioni in biscuit. L'opera di Tagliolini integra la figura della dea con quelle di tre offerenti, tra cui un genio alato. (ANSA).


