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Alessandria, Sezzadio, Cassine, Acqui Terme, Ovada: in pochi chilometri si concentra un territorio, quello del Basso Piemonte, ricco di storia, arte e architettura. Tra i fiumi Tanaro e Bormida e le colline ricoperte di vigne e noccioli si apre una terra amabile ma introversa che nasconde i suoi tesori, non li esibisce ma permette al viaggiatore di scoprirli lentamente, castello dopo castello, chiesa dopo chiesa, portone dopo portone. E' un susseguirsi di incantevoli fortezze e chiostri che racchiudono opere d'arte, di cittadine un po' retrò che mantengono la familiarità aristocratica e popolare di portici e piazze; sono luoghi dello spirito, rocche e borghi che danno la cifra più autentica del passato illustre del territorio, raccontato in affreschi, pale e dipinti. Protagonisti della storia e della ricchezza artistica di questa parte di Piemonte sono i grandi del passato, da Papa Alessandro III a san Francesco e a Napoleone; illustri nomi dell'arte e della letteratura, da Umberto Eco a Carlo Carrà, e dello sport come Fausto Coppi.
Seguendo le tracce di questi personaggi, è possibile scoprire l'alessandrino e i suoi dintorni partecipando a escursioni a piedi o in bici con itinerari facilmente accessibili anche grazie alla rete del trasporti locali, consultabili sul sito alexala.it.
E' proprio san Francesco, nell'anno delle celebrazioni per gli 800 anni della nascita, che dà la possibilità ad Alessandria di mostrare al pubblico, per la prima volta il prossimo 23 maggio, uno dei suoi tesori più belli e unici: il Complesso conventuale, completamente restaurato, sede di alloggi universitari e presto polo museale della città. Alessandria fu la tappa più significativa del peregrinare evangelico di Francesco nel Monferrato tra il 1213 e il 1215, quando il frate fondò un'importante comunità religiosa. Lo testimoniano le numerose chiese a lui dedicate e l'imponente convento alessandrino: l'edificio medievale, più volte ampliato e abbellito, venne abbandonato dai Frati Minori nel 1802 con la soppressione degli ordini religiosi da parte di Napoleone, e cominciò a essere usato come caserma e ospedale militare fino al secondo dopoguerra. Per decenni rimase abbandonato finché nel 2019 il Comune, proprietario del complesso, bandì le gare d'appalto per restaurarlo e trasformarlo in un polo museale civico per mostre temporanee, eventi, concerti e laboratori: al piano terra la sezione archeologica e al primo piano quella storico-artistica.
Il restauro ha mantenuto nicchie, affreschi e la divisione in due piani della chiesa con un solaio sostenuto da volte sferiche; quelli che erano i corridoi tra le camerate, oggi sono camminamenti vetrati per passare da uno spazio all'altro. In attesa che il complesso diventi il museo della città, si potrà ammirare il monumento restaurato, fedele all'impianto architettonico medievale quando era uno dei principali poli del francescanesimo di tutto il nord Italia. La storia della città si rivela nella bellezza dei suoi numerosi edifici, dal barocco Palazzo Ghilini, sede della Prefettura e della Provincia, al Palazzo delle Poste e Telegrafi che sulla facciata sfoggia per 38 metri l'avveniristico mosaico del futurista Gino Severini.
Nel museo civico Sale d'Arte si ammira uno splendido e raro ciclo di 15 affreschi parietali ispirati alle imprese di re Artù e dei cavalieri della Tavola Rotonda, uno dei più antichi esempi conservati fino ai nostri giorni. Impresse in pale, bassorilievi e affreschi delle sue chiese ci sono secoli di storie, avventure e leggende: dalla Cattedrale con le statue dei santi patroni delle 24 città della Lega Lombarda alla chiesa di Santa Maria di Castello in zona Borgo Rovereto, cuore del nucleo medievale della città; dalla chiesa di san Rocco a quella di Santo Stefano con pregevoli opere all'interno. La storia più recente, invece, è racchiusa nello museo Borsalino, in cui sono custoditi alcuni dei cappelli più belli e iconici del mondo, veri capolavori d'artigianato, e nel museo Acdb, Alessandria Città della Bicicletta, omaggio all'età eroica del ciclismo italiano, dai primi anni dell'unità nazionale fino al primo conflitto mondiale. In occasione del passaggio del Giro d'Italia di quest'anno, il 22 maggio, tutta la provincia si trasformerà in un grande palcoscenico diffuso di eventi, capaci di unire sport e cultura. Percorrendo strade secondarie si viaggia in un territorio dove ancora una volta la bellezza è nascosta e non esibita: chiese, fortezze, palazzi privati si ergono tra le colline che digradano verso la pianura e raccontano la storia del Basso Piemonte. A Sezzadio si visita la prima domenica del mese - o su prenotazione - Santa Giustina, abbazia benedettina fondata secondo la leggenda nel 722 per volontà di Liutprando, re dei Longobardi. L'abbazia, nata come luogo di sosta e granaio per i pellegrini e i religiosi di passaggio, oggi è uno scrigno mistico di affreschi di artisti naif locali e di tesori architettonici. Dopo pochi km, a Cassine, si entra nella chiesa gotica di san Francesco, edificata tra il 1291 e il 1327 per volere di Roberto d'Angiò, re di Napoli, in memoria del fratello, il vescovo francescano san Ludovico da Tolosa. Nella Sala Capitolare della chiesa, a pianta basilicale in stile gotico lombardo, sono custoditi pregevoli cicli di affreschi trecenteschi. Il tesoro nascosto ad Acqui Terme, città romana famosa per la qualità delle sue acque sulfuree, che sgorgano a 75 gradi nella centrale edicola marmorea della Bollente, è custodito nella Cattedrale ed è un piccolo capolavoro: il trittico della Madonna di Monserrat del pittore spagnolo Bartolomé Bermejo. Si respira già un'atmosfera ligure a Ovada con le vie strette, i colori e le architetture tipiche della Repubblica di Genova; qui la bellezza sta nella chiesa dell'Assunta e nelle colline che producono un dolcetto Docg. La storia di Alessandria e del territorio è anche dietro ogni piatto con ingredienti radicati nel tempo: dal tartufo alle nocciole, dal pane ai formaggi, molti dei quali riconosciuti con la denominazione De.Co. Per apprezzare amaretti, filetti baciati o i rabatòn, gli gnocchi dei pastori, ecco qualche indirizzo: Bistrot Cavour e Osteria della Luna in Brodo ad Alessandria; La Curia, enoteca di Acqui Terme, e Fassushi, dove la carne piemontese Fassona è proposta in chiave orientale, nell'enoteca regionale di Ovada. (ANSA).


