La Gam, Galleria d'arte moderna di Milano, dedica una retrospettiva a una delle figure più affascinanti della scultura tra Otto e Novecento Paul Troubetzkoy, lo scultore della Belle Epoque.
    L'esposizione milanese, che si può ammirare dal 27 febbraio al 28 giugno, arriva dopo la tappa al Musée d'Orsay di Parigi, ed è curata da Omar Cucciniello. In mostra c'è un'ampia ricognizione internazionale sull'opera di Paul Troubetzkoy (Intra 1866 - Pallanza 1938), scultore cosmopolita, figlio di un principe diplomatico russo e di una cantante lirica americana.
    Nato sulle rive del Lago Maggiore e formatosi in Italia, parigino d'adozione e celebre negli Stati Uniti, ha saputo imporsi tra i ritrattisti più raffinati della Belle Époque.
    Attraverso una selezione di ottanta opere tra sculture e dipinti, provenienti dalle più importanti collezioni italiane, europee, britanniche e americane, l'esposizione ricostruisce il percorso umano e artistico di Troubetzkoy. Celebre per la straordinaria capacità di catturare il carattere e la vitalità dei suoi soggetti, Troubetzkoy fu il ritrattista della Belle Époque: effigiò artisti, nobili e intellettuali della propria cerchia di amici, come il Conte Robert de Montesquiou e Gabriele D'Annunzio; celebrità del teatro e della musica come Enrico Caruso e Giacomo Puccini; artisti del suo tempo tra cui Giovanni Segantini e Giovanni Boldini, e Joaquín Sorolla, a cui fu legato da una profonda amicizia, testimoniata da una serie di ritratti reciproci. "A160 anni dalla sua nascita, celebriamo uno scultore capace di dialogare con le grandi capitali culturali del suo tempo, da Parigi agli Stati Uniti, e di costruire una carriera internazionale che oggi Milano riscopre e propone al pubblico", ha commentato l'assessore alla Cultura del Comune Tommaso Sacchi.
    Il metodo di lavoro di Troubetzkoy, che scolpiva dal vero senza disegni preparatori, ha prodotto busti in bronzo di grande modernità e immediatezza. Tra questi vi è il ritratto di Lev Tolstoj, che Troubetzkoy conobbe nel 1899 e da cui rimase fortemente influenzato, abbracciando lo stile di vita vegetariano, insolito per l'epoca, sull'esempio dello scrittore russo. (ANSA).