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Per la prima volta in quasi 40 anni il Ragazzo con Canestro di Frutta di Caravaggio della galleria Borghese vola da Roma a New York: l'iconico dipinto, una natura morta ibrida che mette l'uomo al centro, e' il fulcro di una mostra alla JP Morgan Library organizzata con l'appoggio della Fiac, la Fondazione per l'arte e la cultura italiana che fa capo a Alain Elkann e Daniele Bodini e che da anni porta nei musei americani capolavori dell'arte italiana. Il quadro del 1595, che restera' alla Morgan fino al 19 aprile, per il curatore John Marciari e' il primo vero capolavoro di Caravaggio. Anziche' cercare di avere in prestito altri quadri dell'artista da musei Usa (era una delle idee piu' ovvie) Marciari ha pensato di far uscire dall'isolamento una figura spartiacque nella storia dell'arte occidentale - inventore della pittura barocca moderna che rompe che con l'ideale rinascimentale - collocandolo accanto ad altri pittori che l'hanno preceduto e seguito.
Il risultato e' una galleria di 13 quadri: "JP Morgan amava l'Italia e la storia dell'arte italiana", ha detto il direttore del museo Colin Bailey, mentre Marciari ha sottolineato il punto di svolta che il Ragazzo con Canestro di Frutta - che a New York era stato esposto l'ultima volta nel 1988 per una mostra al Met - ha segnato nella pittura italiana: "Non e' un ritratto, ne' e' un'allegoria. Vedere questo dipinto nel suo contesto significa comprendere la rivoluzione che rappresenta".
Marciari ha cercato di mostrare le origini di Caravaggio - vero nome Michelangelo Merisi - trovando i precedenti nel naturalismo lombardo e nella natia Milano dove il 'bad boy' dell'arte italiana fece il suo apprendistato. "Nel quadro della Galleria Borghese Caravaggio non dipinse né un dio (come il Bacco del 1597 agli Uffizi) né un santo, ma un "modello dell'artista che posa come un dio", offerto al nostro sguardo, proprio come la frutta - le foglie d'uva attaccate da insetti come se il cesto fosse rimasto troppo a lungo nello studio - che il giovane presenta allo spettatore.
Il primo quadro della mostra e' la Ragazza con le Ciliegie del Met, datato a circa il 1495 e attribuito al leonardesco Marco d'Oggiorno: simile nel soggetto ma "ovviamente molto piu' all'antica di Caravaggio". Incluso tra le "influenze" e' anche il Ragazzo che Beve di Carracci del 1583, proveniente da una collezione privata che non era mai stato esposto pubblicamente prima d'ora. Accanto, Le Quattro Stagioni in Una Testa di Arcimboldo dalla National Gallery di Washington: "Fu dipinto nel 1590 proprio mentre Caravaggio si trovava a Milano e certamente non poteva non averlo visto".
La mostra si chiude con un ritratto di Scipione Borghese di Gian Lorenzo Bernini: il cardinale, collezionista e nipote del Papa,a cui si deve il nucleo principale della Galleria Borghese fu anche il secondo proprietario del Ragazzo con Canestro di Frutta, parte della collezione Borghese dal 1607. (ANSA).


