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In Alto Adige è in atto un ricambio generazionale con giovani agricoltori che prendono in mano i masi di famiglia e trasformano un mestiere antico in un progetto moderno, capace di coniugare tradizione, innovazione e sostenibilità. E lo fanno in un'epoca in cui le aree montane fanno i conti con lo spopolamento. I giovani, figli e figlie di agricoltori, scelgono di restare e di far parte del volto più autentico dei masi Gallo Rosso, la rete che riunisce oltre 1.600 agriturismi altoatesini e promuove un turismo strettamente legato al territorio. È una scelta dettata dalla passione per la natura, dal desiderio di custodire un patrimonio tramandato di generazione in generazione e dalla volontà di offrire agli ospiti un'esperienza autentica, lontana dai ritmi frenetici della vita quotidiana.
Dal 1998 la rete dei masi Gallo Rosso sostiene lo sviluppo delle attività complementari all'agricoltura, favorendo un modello che permette ai contadini di diversificare il reddito e ai visitatori di conoscere da vicino lo stile di vita delle famiglie altoatesine. Oggi il progetto trova nuova linfa proprio nella scelta dei giovani di restare, innovare e continuare a custodire un patrimonio che rappresenta uno degli elementi distintivi dell'Alto Adige. La nuova agricoltura di montagna non significa soltanto produzione agricola: i giovani contadini sono protagonisti anche dell'accoglienza 'moderna'; parlano più lingue, utilizzano i social per raccontare il proprio lavoro e mettono a frutto percorsi di studio in ambito agricolo e turistico. Al tempo stesso investono in pratiche sostenibili, dall'agricoltura biologica all'uso delle energie rinnovabili, dalla gestione responsabile dell'acqua alla valorizzazione delle produzioni locali, contribuendo così alla tutela del paesaggio alpino che rappresenta uno dei principali patrimoni dell'Alto Adige.
Soggiornare in un maso significa, dunque, vivere da vicino questa realtà: partecipare alla quotidianità della famiglia contadina, degustare prodotti realizzati direttamente in azienda - marmellate, succhi di frutta, miele, latte, yogurt e formaggi - e comprendere il lavoro che si cela dietro ogni raccolto. E' un'esperienza che punta sull'autenticità e sul contatto diretto con il territorio, come dimostra il Grieserhof di Nalles, dove Judith Mathà ha recuperato un antico fienile, sottoposto a tutela, trasformandolo in eleganti appartamenti senza alterarne il valore storico. Oltre a seguire il meleto di famiglia, accompagna gli ospiti alla scoperta della coltivazione delle mele attraverso visite guidate e degustazioni.
Una storia analoga arriva dallo Steidacherhof sul Renon, dove Daniel Rottensteiner ha saputo reinventare l'attività di famiglia affiancando alla coltivazione di mele e ciliegie un'ospitalità moderna, senza perdere il rapporto diretto con gli ospiti, che vengono coinvolti durante l'anno in momenti conviviali e nella scoperta delle tradizioni locali. Daniel e la moglie Gloria hanno recuperato gli spazi della vecchia fattoria realizzando appartamenti moderni, ma perfettamente inseriti nella struttura originaria, ai quali hanno affiancato un'area benessere con sauna, idromassaggio e zona relax. Durante tutto l'anno gli ospiti vengono invitati a condividere momenti conviviali con la famiglia: un falò con le caldarroste nelle sere d'autunno, un bicchiere di vin brulé in inverno o un fresco vino bianco nelle serate estive diventano occasioni per conoscere davvero la vita del maso, ascoltare racconti, tradizioni e curiosità che nessuna guida turistica potrebbe trasmettere.
Al Grotthof di Nova Ponente, infine, convivono tre generazioni della famiglia Pichler: qui il dialogo tra passato e futuro passa attraverso un maso del XIII secolo immerso tra boschi e prati, dove ogni componente della famiglia contribuisce a mantenere vivo un modello di ospitalità che mette al centro il rispetto per la natura e il valore delle relazioni umane. Markus segue il bosco e i terreni agricoli, coltivando anche la sua passione per la lavorazione del legno, mentre Annelie, arrivata dalla Germania e innamoratasi dell'Alto Adige, è il volto dell'accoglienza. Il maso è certificato biologico e dispone di una vasta foresta di abeti rossi, prati ricchi di specie vegetali rare e una sorgente privata che alimenta l'intera proprietà. (ANSA).


